Tempeste solari: ecco cosa aspettarsi

Autore:
Francesca Naima Bartocci
  • Laurea in Lettere - Lingue, Letterature e Civiltà Antiche e Moderne
Tempo di lettura: 4 minuti

La recente tempesta solare dimostra come il Sole sia vicino al suo “massimo” e le eruzioni di materia continuano: ecco cosa aspettarsi.

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Photo by xegxef – Pixabay

Nelle ultime settimane ha avuto luogo una delle tempeste solari più forti degli ultimi 21 anni, causata da un gigantesco gruppo di macchie solari: AR3664.

Il gruppo di macchie solari si estende per 200.000 chilometri e gli esperti lo reputano abbastanza persistente da emettere nuovi brillamenti solari; quando AR3664 sarà nuovamente rivolto verso la terra, si potrebbe dunque generare una nuova tempesta solare.

L’aumento dell’attività superficiale del Sole

Sole
Photo by AstroGraphix_Visuals – Pixabay

Tra il 6 e il 9 maggio scorso si sono verificate delle potenti esplosioni solari (i cosiddetti brillamenti), continuate nei giorni successivi e che potrebbero verificarsi ancora.

I brillamenti solari hanno luogo quando l’energia immagazzinata in campi magnetici contorti viene rilasciata.

I campi magnetici contorti si trovano solitamente nelle aree più scure e fredde del Sole (ovvero, nelle “macchie solari”) e quando si verifica tale rilascio di energia avviene un’esplosione di radiazioni attraverso lo spettro elettromagnetico, dalle onde radio ai raggi X e ai raggi gamma.

Motivo per cui i brillamenti solari vengono così classificati:

  1. Le esplosioni di classe X, le più grandi e intense e che possono avere conseguenze su tutto il Pianeta.
  2.  Le esplosioni di classe M.
  3. Le esplosioni di classe C, i brillamenti più piccoli e con meno conseguenze evidenti qui sulla Terra.

Durante il recente avvenimento, i brillamenti solari sono stati i più forti (di Classe X) ed ecco perché tale tempesta solare ha fatto molto parlare e ha avuto “evidenti” conseguenze.

Il sole verso il suo “massimo”

Sole,
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Una tempesta solare (anche detta geomagnetica) si verifica quando le esplosioni che avvengono sulla superficie del Sole diffondono miliardi di tonnellate di particelle nel Sistema Solare, le quali si possono anche scontrare con il campo magnetico della Terra.

Il campo magnetico terrestre è quindi disturbato da tali particelle emesse dal Sole le quali piene di carica, influenzano lo strato più esterno dell’atmosfera, con conseguenze a tutti i sistemi legati direttamente o meno a campi elettrici e campi magnetici.

Le interazioni tra le particelle generano correnti elettriche che possono infatti arrivare a interrompere la rete elettrica, causare blackout nella navigazione, nella comunicazione e nella diffusione delle onde radio, disturbare i satelliti e le centrali elettriche.

Lo Space Weather Prediction Center (SWPC), ovvero il centro di previsione meteorologica spaziale dell’agenzia statunitense Noaa ha poi messo in evidenza come, anche successivamente alla tempesta solare, i segnali tra i satelliti Gps e i ricevitori a terra possono continuare a subire disturbi.

Inoltre, le recenti attività del vasto gruppo AR3664 sono state responsabili di aurore boreali visibili anche in zone dove tale fenomeno è raro da osservare, come in Italia centromeridionale.

Dopo i brillamenti e le Cme tra io 6 e il 9 maggio, anche sabato 11 maggio il gruppo AR3664 ha dimostrato di continuare a essere molto attiva, tanto che in alcune zone della Terra è stata registrata una perdita temporanea o completa dei segnali radio ad alta frequenza.

Dall’11 maggio in poi, altri eventi si sono verificati, dando prova di come le recenti attività del gruppo di macchie solari non siano concluse.

Il motivo principale è che il Sole si sta avvicinando al suo “massimo”; il Sole attraversa infatti un ciclo di alta e bassa attività (in media, della durata di 11 anni) influenzato dal campo magnetico solare.

Il cosiddetto “massimo solare” è quindi il momento in cui le macchie solari sono alla loro massima frequenza e intensità, proprio come sta accadendo in questo periodo, motivo per cui è possibile vi siano altri fenomeni come i recenti. Stando alle previsioni del SWPC della NOAA, il massimo solare potrebbe durare fino all’inizio del 2026.

Per quanto le tempeste solari possano avere conseguenze sulle reti e anche sui satelliti e il nome possa incutere timore, le tempeste geomagnetiche vengono tenute sotto controllo (specialmente quando intense come le recenti) ma sono un normale avvenimento che caratterizza il Sistema Solare e, inoltre, regalano vere meraviglie naturali come le aurore boreali.

Tempeste solari: ecco cosa aspettarsi: foto e immagini