Tempesta Boris, espressione del cambiamento climatico in Europa

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

L’avanzata della tempesta Boris, che già da diversi giorni sta devastando l’Europa centrale, non accenna ad arrestarsi, anzi: aumentano danni e vittime.

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Tra piogge e inondazioni, la tempesta Boris continua imperterrita il suo “viaggio” nel centro dell’Europa. Finora si contano almeno 16 vittime in Polonia, Austria e Repubblica Ceca ma, considerando che all’appello mancano diverse persone, è probabile che il numero sia destinato ad aumentare.

 3 Inondazioni devastanti nel cuore dell’Europa

  • In Polonia le vittime sono già 5 e per evitare che si perdano altre vite innocenti il sindaco di Nysa, Kordian Kolbiarz, ha invitato la popolazione a dirigersi verso zone più elevate: il rischio imminente, infatti, è che avvenga il crollo di un argine che riverserebbe sulla città una cascata d’acqua dal lago vicino. In pratica, è allerta allagamento totale.
  • In Austria, invece, sono morti due uomini rimasti intrappolati nelle loro case dopo che queste ultime sono state colpite dalle inondazioni che hanno devastato le città di Böheimkirchen e Sierndorf, nella Bassa Austria.
  • In Repubblica Ceca, infine, una donna è morta annegata in un ruscello esondato vicino la cittadina di Bruntál, mentre il villaggio di Slobozia Conachi è stato interamente evacuato e gli abitanti sono rimasti, in sostanza, con i soli vestiti che avevano indosso.

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La fine è ancora molto lontana

Purtroppo la tempesta Boris non ha alcuna intenzione di dare una tregua alla regioni colpite, anzi: in questi giorni ha “preso di mira” l’Ungheria, tanto che Budapest ha dichiarato di voler chiudere le strade nei pressi del Danubio proprio a causa dell’alto rischio di inondazioni.

Ugualmente, i treni tra Budapest e Vienna sono stati cancellati e il premier, Viktor Orbán, ha annunciato di aver rinviato tutti i suoi impegni internazionali a causa delle condizioni meteorologiche estreme in corso in Ungheria.

E non finisce qui, perché il Danubio è già straripato in Slovacchia, dove è stata inondata la Città Vecchia di Bratislava: i livelli dell’acqua hanno superato i 9 metri e probabilmente continueranno ad aumentare.

Nel proseguire la sua corsa, la tempesta Boris porterà ancora piogge su Austria, Germania sud-orientale e Repubblica Ceca, per poi spostarsi verso sud, fino al centro dell’Italia, dove porterà forti precipitazioni soprattutto in Emilia Romagna.

Ancora una volta è colpa del cambiamento climatico

Nei giorni scorsi, il presidente della Romania, Klaus Iohannis, ha sottolineato che la tempesta Boris non è altro che una conseguenza del cambiamento climatico in corso e su questo si sono trovati d’accordo i principali esperti del settore.

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In particolare, all’origine della tempesta ci sarebbero diversi elementi meteorologici: l’aria molto fredda proveniente dall’Artico si è, infatti, scontrata con l’aria calda del Mediterraneo, il che ha favorito la formazione della “tempesta perfetta”. Al contempo, la pressione atmosferica ha consentito a Boris di rimanere nello stesso posto per più giorni, e questo è da imputare solo e soltanto al cambiamento climatico che, secondo Climate X, starebbe mettendo a rischio oltre 50 siti Unesco, molti dei quali presenti proprio in Europa.

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