Temperature record anche nelle zone più fredde del pianeta

Autore:
Domenico Papaccio
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Gli effetti dei cambiamenti climatici ci portano nuove soprese che interessano quelle zone del pianeta Terra da sempre soggette a bassissime temperature. Se la situazione registratasi in Groenlandia poteva apparire un caso isolato, gli studiosi allertano che le dinamiche siano più complesse con ondate e innalzamenti di temperature fuori controllo.

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Gli effetti e le ripercussioni che i cambiamenti climatici stanno avendo sul nostro pianeta maggiormente noti ormai sono evidenti. Dall’innalzamento delle temperature e del livello delle acque di mari ed oceani, l’irrefrenabile scioglimenti dei ghiacciai e le conseguenze su flora e fauna sono ormai attestati. I ripari strategici e le politiche ambientali sono al momento al vaglio di questa prassi che vede la Terra andare in sfacelo sul fronte climatico ed ambientale, con esiti che andranno a gravare di li a poco sulle nostre economie come sul nostro lifestyle.

Con l’avvento dell’estate la fenomenologia climatico ed ambientale sarà maggiormente evidente, Se osserviamo i nostro paese, per questo solo mese di giugno gli esperti segnalano un innalzamento delle temperature rispetto alle stagioni passate degli anni 2023 e 2024 pari al +4°C.

Un dato che si allega anche all’aumento progressivo del ruolo che detengono le ondate di calore, con impatto aggressivo da livelli esponenziali.
Se questo scenario si attesta per l’area mediterranea del vecchio continente, interessando oltre l’Italia paesi come Francia, Spagna e Portogallo fino a scendere sull’Africa magrebina, non tanti meglio vanno le cose dove il gelo e il freddo dovrebbero essere di casa.

Nuove ondate di calore nei paesi freddi

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A scompaginare ancor più le prospettive sui cambiamenti climatici è arrivato il nuovo studio del gruppo World Weather Attribution (Wwa), secondo cui viene dimostrato l’irreversibilità di questo processo in atto.  I nuovi protagonisti sono i paesi a clima freddo, che ad oggi stanno sperimentando temperature senza precedenti.

Nel mese di maggio si sono registrate anomale ondate di calore record che ha interessato l’Islanda e la Groenlandia. Pertanto il mese scorso le temperature erano più calde di 3°C a causa dei cambiamenti climatici. Un fattore che come ha rilevato il gruppo di ricercatori, non va preso sotto gamba, anzi.

Le ondate di calore provocato dai cambiamenti climatici nelle settimane centrali di maggio ha avuto effetti drammatici come lo scioglimento della calotta glaciale della Groenlandia. Le dimensioni del distaccamento sono state 17 volte superiore alle previsioni, come attesta l’analisi preliminare del National Snow and Ice Data Center degli USA.

Emergenza Artico!

A fare scattare l’allarme e il timore degli scienziati è l’area dell’Artico e quello che sta arrecando il climatic change. L’Artico sta vivendo un mero processo di surriscaldamento ad un ritmo vertiginoso. Si calcola infatti che quest’area stia alzando le temperature il doppio rispetto alla media globale.

Questo fenomeno definito dal Wwa come amplificazione artica, è in gran parte correlato allo scioglimento del ghiaccio marino. Infatti la scomparsa del ghiaccio viene sostituito da un’area in espansione di acqua scura dell’oceano che assorbe la luce del sole invece di rifletterla e portarla altrove. In tal modo il calore assorbito subentra a dissestare la stessa biodiversità di questo territorio a rischio.

Temperature record anche nelle zone più fredde del pianeta: foto e immagini