Temperatura media 2024 oltre il limite di 1,5 gradi
Il 2024 verrà ricordato, probabilmente, come l’anno più caldo di sempre, dato che da gennaio a settembre la temperatura media globale supererà il limite di 1,5°C dai livelli pre-industriali.
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Ormai è quasi certo: il 2024 entrerà nella storia come l’anno più caldo mai registrato. A dichiararlo è stata Roberta Boscolo, Climate and Energy Lead della Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo), durante un intervento agli Stati generali della green economy alla fiera Ecomondo a Rimini:
Dai dati provvisiori che abbiamo da gennaio a settembre, è probabile che la temperatura media globale nel 2024 supererà il limite di 1,5 gradi dai livelli pre-industriali. La temperatura media degli ultimi dieci anni è stata 1,2 – 1,3 gradi sopra la media pre-industriale (1850 – 1900). Nel 2023 è stata di 1,45 gradi superiore.
La ricercatrice, però, ha aggiunto una precisazione: non è stato (ancora) raggiunto il target dell’Accordo di Parigi, perché i dati si riferiscono a interi decenni e non a mesi, ma si tratta comunque di un segnale molto critico che, pertanto, non va sottovalutato.
Cosa faranno gli USA di Trump?
Nel 2015 è stato firmato l’Accordo di Parigi sulla lotta al cambiamento climatico. Le raccomandazioni principali riguardano il contenimento dell’aumento delle temperature globali per evitare conseguenze ancora più gravi di quelle che stiamo già vivendo.
L’accordo è stato siglato da 195 Stati firmatari, Stati Uniti compresi; subito dopo la firma, però, il presidente Trump ha deciso di ritirarsi. Solo successivamente gli USA sono rientrati nell’accordo con l’ascesa al potere di Biden.
Adesso che gli americano hanno scelto nuovamente Trump come Presidente cosa succederà?
Si attende la Cop29 di Baku
Nel frattempo si avvicina la Cop29, che si terrà dall’11 novembre in Azerbaijan. L’Unep, l’organismo Onu per l’ambiente, ha invitato gli Stati a ridurre le emissioni di CO2 del 42% entro la fine del decennio e del 57% entro il 2035 rispetto ai livelli registrati nel 2019.
Ovviamente, uno sforzo maggiore è richiesto agli Stati del G20, dato che generano circa il 77% delle emissioni di tutto il mondo. Ben 7 di loro, soprattutto Cina e India, devono addirittura ancora raggiungere il picco delle emissioni. Insomma, un’impresa tutt’altro che facile.

Lo scorso anno, la Cop28 di Dubai si era conclusa con l’impegno di fare a meno dei combustibili fossili, principali responsabili del riscaldamento globale e del cambiamento climatico. Adesso che si avvicina la nuova edizione, l’attesa è in aumento, così come lo sono le domande: si arriverà finalmente a tagliare definitivamente le emissioni di gas serra? Riusciranno gli Stati del G20 a mettersi realmente di impegno per abbandonare una volta per tutte i combustibili fossili?
Ormai non manca molto e si spera che arrivino presto delle risposte.