Strategia marina: in Europa manca un piano unico per il rispetto del Green Deal

Autore:
Fabiola Criscuolo
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Il WWF lancia un’allarme sulla carenza di una strategia marina da parte dell’Europa. I paesi del Mediterraneo non sono ancora pronti per un futuro blu sostenibile e che riesca a fronteggiare la crisi climatica.

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Mediterraneo
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Quando si parla di crisi climatica e di danni al pianeta non possiamo fare a meno di pensare a tutte le forme di vita che lo abitano. I danni provocati sono sempre più evidenti e spesso si cerca di trovare soluzioni che possano in qualche modo limitare quelli già provocati.

Sebbene se ne parli tanto e siano diversi gli obiettivi fissati, come quelli presenti nel Green Deal, non tutti i paesi sono davvero pronti a fronteggiarlo. Da un recente rapporto del WWF risulta infatti che i paesi dell’Unione Europea non sono allineati su un unico piano, provocando un oggettivo rallentamento nel raggiungimento di tali obiettivi.

La situazione più problematica si verifica nel Mediterraneo, dove il disallineamento in merito agli interventi da effettuare è molto più visibile.

Strategia marina: carenza di piani nazionali

Mediterraneo
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Il recente rapporto del WWF evidenzia come i piani nazionali dei 16 stati costieri dell’Unione Europea sono in larga parte carenti e non allineati agli obiettivi del Green Deal, in particolare per quanto riguarda la crisi climatica e la protezione della natura.

La situazione più critica si registra nelle coste interne, ovvero quelle del Mediterraneo, dove, oltre a questo disallineamento, si verifica anche una scarsa cooperazione transfrontaliera. Mancano infatti misure efficaci per affrontare il cambiamento climatico e proteggere l’ambiente marino molto vasto di questa zona.

Alcuni paesi, come Slovenia, Francia e Spagna, hanno adottato piani solidi per la protezione marina e il ripristino degli ecosistemi. Altri altri invece, in particolare Italia, Grecia, Croazia e Cipro, non hanno presentato documenti dettagliati a Bruxelles nel 2021, compromettendo di conseguenza la valutazione.

La situazione migliora nel Baltico, ma pur sempre con delle criticità. Anche in questa zona mancano azioni per il ripristino degli ecosistemi e l’approccio con ottica di ecosistema non è uniforme tra i diversi paesi della zona. Sono invece promossi a pieni voti i paesi affacciati sul Mare del Nord, che hanno buoni risultati nella pianificazione delle rinnovabili offshore ma presentano conflitti con aree protette e Natura 2000.

Il problema anche oltre Europa

Canarie
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Il disallineamento relativo ai piani compromette anche i dati oltre l’Europa. Non dobbiamo dimenticare infatti che sono diversi i paesi che si affacciano direttamente sull’oceano Atlantico, mentre altri hanno addirittura giurisdizione europea pur trovandosi più vicini al territorio americano.

Ecco quindi che sul versante atlantico, i risultati per la protezione della natura e il ripristino degli ecosistemi sono scarsi, nonostante l’importanza per le economie blu e la resilienza delle coste ai cambiamenti climatici. Nei territori extraeuropei, come le Azzorre, le Canarie e i territori francesi d’oltremare, anche si riscontrano problemi, con la necessità di processi coerenti per gestire in modo sostenibile le aree marine.

Strategia marina: immagini e foto

Da una recente valutazione del WWF, la mancanza di cooperazione transfrontaliera e la carenza di azioni per affrontare la crisi climatica e proteggere l’ambiente marino emergono come le principali criticità da affrontare.