Stop alla carne di cavallo: la proposta di legge che può cambiare tutto
Una nuova proposta di legge vuole vietare la commercializzazione della carne di cavallo, introducendo sanzioni severissime per i trasgressori. Si tratta di una proposta storica, che può segnare un prima e dopo importante sia per l’ambiente che per la società: ecco cosa comporta.
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Il tema dell’alimentazione a base di carne è sempre più controverso, soprattutto da quando la dieta vegana ha fatto il suo ingresso nella vita quotidiana. Gli animalisti in particolare, tendono a scoraggiare il consumo massivo di carne sia per motivi di inquinamento ambientale, che di salvaguardia degli animali. Con il tempo inoltre, molti animali che in passato non avevano alcun legame affettivo con l’uomo, sono diventati animali da compagnia e il pensiero di mangiarli ha iniziato a far storcere il naso a molti.
In Italia c’è una proposta bipartisan che vuole vietare il consumo di carne di cavallo proprio per questo motivo: i cavalli sono animali d’affezione, al pari di un cane o di un gatto. La proposta, attualmente al vaglio in Parlamento, vuole riconoscere come animali d’affezione e vietare la macellazione di:
- cavalli,
- asini,
- muli,
- pony,
- bardotti.
A presentare la proposta le deputate Susanna Cherchi (M5S) e Luana Zanella (Avs): il tema etico e culturale sempre mettere d’accordo le divisioni politiche, ecco come.
Un cambio di paradigma

La proposta non arriva come un fulmine a ciel sereno, ma rispecchia una realtà in trasformazione già da diverso tempo. Dal 2012 ad oggi, infatti, la macellazione di carne equina è diminuita da oltre 4.600 capi all’anno ad appena 2.000 all’inizio del 2025. Allo stesso modo, anche il consumo di carne equina è piuttosto ridotto, attestandosi al 17% dei consumatori (dato del report Ipsos). Circa l’83% dei consumatori, infatti, afferma di non mangiare mai carne di cavallo per motivi di empatia con l’animale.
Inoltre, ad un cambiamento sociale, si aggiungono anche le battaglie delle associazioni animaliste, prima su tutte Animal Equality Italia, che nel corso degli anni ha denunciato irregolarità negli impianti e pratiche poco corrette, che hanno comunque spinto l’opinione pubblica a valutare la necessità di un arresto definitivo della commercializzazione della carne equina. Infine, non è da sottovalutare quanto accade attorno a noi: la Grecia infatti, già dal 2020 ha vietato la macellazione dei cavalli, segnando un precedente storico importante.
Addio carne di cavallo

Non una proposta di una minoranza, ma il riflesso di un sentimento piuttosto diffuso: gli equini non sono merce alimentare, ma compagni di vita. La proposta che il Parlamento si prepara a discutere proprio in questi giorni punta a far rientrare tutta la categoria degli equidi nella dicitura non Dpa (non destinati alla produzione alimentare) e, di conseguenza, a vietare la loro macellazione a scopo commerciale. Si tratta di un’inversione di marcia storica, che si aggiungerebbe alle lotte per la protezione degli animali e che andrebbe a porre gli equini sullo stesso piano di cani e gatti, tanto che per loro la proposta prevede anche l’inoculazione di microchip elettronici e l’iscrizione obbligatoria al Registro anagrafico.
Se il Parlamento dovesse dare l’ok, quindi, la legge porrebbe fine alla macellazione e darebbe il via ad una piena tutela di cavalli, muli, asini, pony e bardotti, anche dal punto di vista sanzionatorio. Per i trasgressori, infatti, la proposta prevede una sanzione pecuniaria che va dai 20 ai 50.000 euro, e carcere fino a 3 anni.