Sparisce la provvigione immobiliare dai rogiti: si fa così

Autore:
Erika Fameli
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Sparisce la provvigione immobiliare dai rogiti, e le agenzie di tutta Italia fanno i salti di gioia. Il nuovo DdL Lavoro semplifica la burocrazia e gli elementi dell’atto definitivo di compravendita, definendo non più obbligatorio l’inserimento dei dati del pagamento della provvigione dell’agenzia immobiliare dalle parti: un grande risultato per gli agenti.

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Un adempimento introdotto dal decreto-legge n.223/2006 imponeva ai Notai italiani di inserire, negli atti definitivi di compravendita da loro stipulati, i dettagli riguardanti la provvigione degli agenti immobiliari eventualmente intervenuti nella compravendita. Di conseguenza, nell’atto di rogito si dovevano inserire sia l’importo della provvigione che le modalità dettagliate del pagamento, dal numero della fattura agli estremi del bonifico o dell’assegno con cui questa veniva saldata.

Finalmente però, dopo anni di richieste da parte delle agenzie immobiliari e dai sindacati di settore, una modifica apportata al DdL Lavoro dopo il passaggio alla Camera, abolisce una volta per tutte questo obbligo, imponendo solamente l’indicazione del numero della fattura relativa alla provvigione. Così facendo, le agenzie immobiliari sono sullo stesso piano degli altri intermediari che fanno parte dell’iter delle compravendite.

Sparisce la provvigione immobiliare dai rogiti

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La modifica non è ancora stata approvata dal Senato, e questo sarebbe l’ultimo passaggio prima di diventare definitiva. Infatti, se questa modifica dovesse passare all’esame del Senato, per le agenzie immobiliari cambierebbero molte cose. All’atto pratico, nell’atto definitivo di compravendita si dovrebbero inserire solamente:

  • il numero della fattura della mediazione;
  • una dichiarazione che l’importo pagato coincide con quanto indicato nella fattura.

Questa può sembrare una modifica da poco, ma ha in realtà un duplice scopo. Da un lato, garantisce una maggiore riservatezza alle parti, mentre dall’altro lascia maggiore libertà alla contrattazione tra le parti e l’agente immobiliare. Infatti, spesso a decidere il buon esito di una trattativa, è proprio la provvigione da riconoscere al mediatore. Evitando di dichiarare quanto si è pagato invece, si evitano sia situazioni poco gradevoli che interferenze nella trattativa tra acquirente e agenzia, e venditore e agenzia.

Il problema dell’evasione fiscale

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Tra gli altri motivi, uno per i quali si era deciso di introdurre l’obbligo di inserire i dettagli della provvigione mirava a contrastare l’evasione fiscale da parte delle agenzie immobiliari. Oggi però, grazie all’obbligo di fatturazione elettronica, il tracciamento dei pagamenti della mediazioni è molto più semplice, e si può risalire facilmente a tutta la catena. Venuti meno i dettagli della provvigione però, la nuova modifica non andrebbe ad eliminare il diritto, per gli acquirenti, di usufruire di una detrazione fiscale.

Infatti, chi compra una casa ha diritto ad una detrazione fiscale del 19% (su un tetto massimo di 1000 euro) per le spese sostenute per la mediazione immobiliare. Fortunatamente, il DdL Lavoro non intacca questo diritto, anche se permette di non dichiarare più quanto sia effettivamente l’importo pagato all’agenzia immobiliare.

Per molti pagare l’agenzia immobiliare rappresenta un problema non tanto per la provvigione in sé, quanto per il fatto che non vogliono far sapere alla controparte quando hanno pagato, tanto che proprio per questo motivo c’è anche chi decide di vendere e comprare casa senza agenzia immobiliare. Questa modifica però, risolve anche questo aspetto, e mette d’accordo proprio tutti, dagli operatori alle associazioni di categoria, come la Fiaip e la FIMAA-Confcommercio.

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