Sostenibilità: il report UE accende i riflettori sull’Italia

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 4 minuti

Pochi giorni fa è stato pubblicato il rapporto sull’ambiente dell’AEA, ma cosa si dice sull’Italia? Ecco in cosa si è distinto il nostro Paese, in cosa deve ancora migliorare e quali sono le proposte a favore della sostenibilità in Italia.

AMBIENTE
Photo by Republica – Pixabay

Il rapporto sull’ambiente, realizzato dall’Agenzia Europea per l’Ambiente, è un report che periodicamente fotografa la situazione ambientale nel Vecchio Continente. A pochi giorni fa risale la pubblicazione dell’edizione 2025 che, se da un lato evidenzia risultati più che positivi, dall’altro mette in guardia dal continuare a concentrarsi su quello che ancora c’è da fare. Anche l’Italia non sfugge al mirino dell’Agenzia, e se si distingue per ottimi miglioramenti in determinati aspetti, si mostra carente su altri.

Ecco a che punto è il nostro Paese, a 5 anni dagli obiettivi del 2030, a 10 anni dal Superbonus e nel pieno del periodo storico che, probabilmente, ha più a cuore l’ambiente di quanto sia mai accaduto in precedenza. Le proposte per migliorare ancora e non perdere i traguardi raggiunti, sono numerose, e vanno dai crediti per la biodiversità agli incentivi per gli interventi green sugli edifici sia residenziali che non.

Rapporto sull’ambiente dell’AEA

Ambiente
Photo by Polifoto – Pixabay

Leena Yla-Mononen, direttore esecutivo dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, afferma che a livello europeo i risultati sono positivi su alcuni fronti, ma negativi su altri:

Abbiamo compiuto progressi significativi nella riduzione delle emissioni di gas serra e dell’inquinamento atmosferico, ma lo stato generale dell’ambiente europeo non è buono e minaccia la salute, la prosperità, la competitività e la sicurezza dell’Europa.

Il nostro, infatti, è il continente che si sta surriscaldando più velocemente di tutti, il che porta gravi conseguenze sia sulla sicurezza alimentare che sulle scorte idriche, con ricadute sulla salute pubblica, sulla biodiversità e sugli ecosistemi per finire, non per ordine di importanza, sulle infrastrutture e l’economia. Insomma, una situazione decisamente non rosea. In questo quadro, però, dove si piazza l’Italia?

La situazione italiana

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Dei 38 Paesi analizzati dal report, l’Italia è uno di quelli che conta maggiori perdite in termini economici a causa del cambiamento climatico. Si parla, in media, di 446.788 euro per kmq. Anche nel nostro caso, si parla di luci e ombre. I temi in cui lo Stivale si è distinto per merito sono:

  • agricoltura biologica,
  • fonti rinnovabili,
  • emissioni di gas serra,
  • economia circolare.

Negativi invece, i bilanci che riguardano le sfide socioeconomiche legate al divario generazionale, alla scarsa mobilità sociale e alla diffusa povertà energetica. Il verde urbano è ancora troppo ridotto per le esigenze delle città, e Milano è stata definita un vero e proprio deserto urbano: ogni abitante può contare su poco più di un albero a testa (1,28) e soli 25 mq di verde. Nel nostro Paese, inoltre, il cambiamento climatico è la prima causa dei disastri naturali.

Sul fronte delle proposte, invece, spiccano i crediti di biodiversità e altri incentivi volti soprattutto alla riqualificazione energetica degli immobili già esistenti, come i vari bonus casa ed elettrodomestici. I crediti di biodiversità rappresentano una certificazione attestante il miglioramento della biodiversità in un’area specifica e si rivolgono ad aziende e investitori privati che portano avanti progetti volti proprio a supportare e salvaguardare la biodiversità. La grande novità che hanno portato in Italia è che, a differenza dei crediti del carbonio, che permettono di emettere CO2 in Italia e compensare con progetti in altri continenti, i crediti di biodiversità impongono di compensare sul territorio italiano.

Sostenibilità, il report UE accende i riflettori sull’Italia: foto e immagini