Soluzioni ecologiche innovative per salvare i ghiacciai
Ecologia corre ai ripari con nuove applicazioni e soluzioni per fronteggiare l’avanzata dei cambiamenti climatici. Tra queste le nuovi possibilità offerte dalla geoingegneria per difendere ghiacciai e contrastarne lo scioglimento imminente, come l’innalzamento delle acque terrestri.

Fermare il climatic change è possibile?
Il climatic change ha assunto lo spessore tematico, dove la pregnanza carica d’attualità lo rende argomento ostico e comune. Dalla prospettiva nostrana ed europea gli effetti collaterali e le innescate paure sono evidenziate dalla traumatica variazioni del paesaggio naturale, la sua biodiversità. A questa sicuramente va allegato il verificarsi di fenomeni atmosferici e climatici anomali come tempeste e grandinate, consequenziali a ondate di calore e giornate afose.
I cambiamenti climatici hanno messo a durata prova numerosi fattori del nostro lifestyle e di quello che ci circonda. Ad avvertirne le ripercussioni sono salute, lavoro, economia e politica. Proprio nelle ultime battute abbiamo visto la Commissione Ue cercare di arginare con una strategia di compromesso e superare il veto ostracista di alcuni paesi dell’Eurozona sulla questione della riduzione % delle emissioni di gas serra, in vista del 2030.
A dare una svolta nella direzione arriva anche dalle scienze e dallo sviluppo di nuove misure per contrastare questa problematica che sempre più all’ordine del giorno.
Ecologia, le nuove frontiere

A dar manforte alle nuove barriere contro il climatic change arriva a sostegno dell’ecologia il supporto della geoingegneria. Una carta da non scartare per superare con l’avallo del setting scientifico fenomeni emblematici del surriscaldamento globale più connotativi. Il sussidio di nuove ricerche scientifiche e corrispettive applicazioni ecologiche potrebbe frenare scenari drammatici per il pianeta Terra come l’innalzamento dei livelli delle acque e lo scioglimento dei ghiacci.
Tra le soglie inventive e feedback positivi arriva la proposta in via sperimentale di contrastare il binomio climatico ambientale con la costruzione di una barriera sottomarina, capace di frenare l’erosione della superficie ghiacciaia. Una lunga muraglia di alta cento metri sarebbe la nuova innovazione che potrebbe arginare in modo sostanziale la decennale erosione delle calotte di ghiaccio della Groenlandia e drenare una sostanziale portata d’acqua.
Una proposta concreta
Se una tale possibilità poteva sembrare azzardata, la sua risultante concreta non lo è affatto. L’iniziativa è stata studiata dal glaciologo britannico John Moore che insieme al collega e scienziato Michael Wolovick ha reso ormai certezza questa ipotesi. Osservando l’area della Groenlandia di Jakobshavn, hanno rilevato la presenza di una sporgenza elevata naturale nelle profondità marine.
Questa cresta poteva essere, stando alle ricerche estendibile di tot km e realizzando delle bardature con materiali naturali. Infatti, come sostenuto dal team si tenta di evitare il dispiego di microplastiche, con il ricorso a sabbia e ghiaia.
Realtà o sogno?
Oltre alla zona della Groenlandia, tale possibilità era stata avallata anche per l’area dell’Antartide, con una costruzione interamente in materiali naturali atti a creare una tenda con la capacità di deviare le correnti. Una soluzione che porterebbe anche allo sfruttamento di energia mareomotrice.
Un progetto entusiasmante ma che ancora resta sulla carta. A frenare la realizzazione di questo ambizioso brevetto sono fattori largamente incidentali come il dispendio esorbitante sul fronte economico finanziario e tempistiche lunghissime.
Soluzioni ecologiche innovative per salvare i ghiacciai: foto e immagini