Solo 3 giovani su 10 vivono da soli: il dramma italiano
In Italia solo 3 giovani su 10 vivono da soli, perchè comprare casa, affittarla o addirittura trovare una stanza in affitto è diventato un vero e proprio incubo. A complicare la già difficile situazione immobiliare, ci si mette anche lo stipendio, che per gli under 30 supera raramente i 14.000 euro annui.

Dal XXIII rapporto annuale dell’INPS emerge un dato più che preoccupante riguardo gli stipendi medi lordi annui dei più giovani, che spiega ampiamente come mai, ad oggi, solo 3 giovani su 10 riescono ad essere indipendenti e vivere da soli. Attenzione però, perché uscire dalla casa dei genitori per molti non vuol dire acquistare un immobile di proprietà, ma spesso equivale ad andare in affitto o addirittura a condividere la casa, prendendo in locazione una stanza singola.
Insomma, il concetto di indipendenza domestica nel nostro secolo è decisamente diverso da quello di poche decine di anni fa, e a causare questa situazione è principalmente lo stipendio medio che i giovani tra i 18 e i 34 anni percepiscono. Questo, stando ai dati INPS, è di circa 14.000 euro all’anno nel settore privato. Va da sé che con questo tipo di entrata, è davvero difficile star dietro ai prezzi in aumento delle case in vendita, ai tassi di interesse dei mutui e al mercato delle locazioni, che attualmente sta vivendo un vero e proprio boom.
Solo 3 giovani su 10 vivono da soli in Italia

Il XXIII rapporto annuale INPS fa una fotografia inquietante della situazione degli stipendi italiani dei giovani tra i 18 e i 34 anni. Questi infatti, guadagnano appena 14.000 euro lordi all’anno nel settore privato (la media generale è di 27.000 euro, quasi il doppio), e 21.000 nel settore pubblico. Si tratta di numeri che spaventano, soprattutto perchè si traducono in una percentuale incredibile di giovani che vivono ancora a casa dei genitori. Questi, stando ai dati, sono il 71%.
Tra il 2019 e il 2023 la retribuzione media giovanile per gli impieghi full-time è aumentata dell’8,4%, ma nonostante questo i giovani italiani rimangono tra quelli, in Europa, che escono di casa più tardi. Insieme a loro, non se la passano bene nemmeno i giovani di questi Paesi:
- Croazia;
- Grecia;
- Portogallo.
In Italia poi, gli stipendi bassi devono conciliarsi con un mercato immobiliare a dir poco problematico, dove gli affitti brevi e i prezzi in costante aumento rendono quasi impossibile andare a vivere da soli.
Un mercato immobiliare difficile

Questa situazione salariale, applicata nelle città dove i prezzi di vendita e affitto sono più alti, fa sì che siano davvero pochi i giovani che riescono ad essere indipendenti dalla famiglia, e a vivere da soli. Infatti, in città come Roma o Milano, dove i prezzi al metro quadrato per le case in vendita raramente scendono al di sotto dei 2.000 euro, uno stipendio di 1.000 euro è a malapena sufficiente per sostenere le spese dell’auto e fare la spesa. Di certo, con uno stipendio così non si può affrontare un mutuo.
In queste città, come in altre in Italia, servono stipendi molto più alti per permettersi un mutuo! Inoltre, non è da sottovalutare nemmeno l’argomento delle bollette, che in Italia sono tra le più costose di tutta Europa. Insomma, con 14.000 euro all’anno i giovani non riescono ad uscire dalla casa dei genitori, e a cascata questo genera un ritardo nell’essere indipendenti, uno spostamento dell’età genitoriale, nonchè della natalità.