Smog e monumenti: come l’inquinamento li sta distruggendo

Autore:
Domenico Papaccio
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Corrosioni, deterioramento e altre cause legate al rapporto tra smog e monumenti architettonici presenti nelle nostre città. Un fenomeno che incide largamente nella perdita del patrimonio artistico-architettonica urbano. 

City, Smog
Photo by jplenio – Pixabay

Lo smog, l’ inquinamento ambientale ha marcato non solo noi e il nostro ecosistema, ma trova nuove vittime.

Se solo si osservano i dati UE stilati per l’anno 2024 dall’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA), sarebbe necessario un drastico intervento per ottemperare tale emergenza. Ciò sarebbe auspicabile solo riducendo l’inquinamento nel vecchio Continente, evitando fino ad oltre 253.000 morti premature dovute all’esposizione al particolato fine (PM2.5), 52.000 riconducibili al biossido di azoto (NO2) e 22.000 per l’esposizione anche a breve termine all’ozono (O3). Eppure, l’uomo non è la sola vittima dell’inquinamento atmosferico.

Tra queste, vi sono gli esempi del passaggio della nostra esistenza, delle civiltà passate e ciò che ci hanno lasciato. Si stima che i monumenti artistici ed architettonici presenti nelle nostre città subiscano l’influsso delle emissioni di CO2 e degli altri agenti dannosi per noi, l’ambiente e il restante.

Patrimonio artistico, il delitto silenzioso

Un effetto che muove piano e lento ma che non pare arrestarsi. Così agisce l’inquinamento atmosferico sul patrimonio artistico e architettonico delle nostre città. Fenomeni come corrosione, deterioramento e perdita di parti dovute a riduzioni di materiali come il malleabile marmo di Carrara, oppure la friabilità del tufo giallo Napoli.

Come si evince da alcuni studi realizzati a seguito dei rilevamenti di tassi d’inquinamento atmosferico, l’azione logorante vara infatti a second asi del materiale, ma anche dalla composizione diversa di questo. Col tempo, dunque, non si è utilizzato sempre lo stesso materiale o prodotto, anzi.

Il nostro patrimonio architettonico, ad esempio si estende nei secoli, attraverso diversissimi tipi di materiali lapidei naturali come granito, porfido, calcare, travertino, arenaria, marmo, ardesia, oppure artificiali come il laterizio e altre tipologie di materiali ceramici, o perfino le malte composte da una miscela costituita da calce, gesso, sabbia e cemento.

Smog: pietre, marmi e non solo!

L’inquinamento atmosferico appare tangibile laddove si osservano le erosioni che i grandi monumenti  del mondo antico stanno subendo negli ultimi anni. Per quel che concerne il nostro a spese, il monumento maggiormente colpito è di certo il Colosseo capitolino, mentre non molto meglio anche per i vari castelli presenti nel territorio laziale e piemontese.

Ad interessare, però a fianco della monumentalità in pietra, sia marmorea o altra, fanno eco quelle di origine differente.

Oltre a materiali di origine mineraria, le ripercussioni non escludono edifici, costruzioni e strutture realizzate con metalli, legno e vetro. Emblematico in tal caso sono le conseguenze patite dal duomo di Milano. La Madunina, infatti, ripulita e levigata in occasione del corrente Giubileo, ha mostrato come lo smog abbia agito sulle parti più estreme e sul colonnato su cui è adagiata la scultura.

Per il resto del mondo, il governo di Pechino, ha deciso di mettere mano ad un’ampia opera di ristrutturazione dei principali beni archeologici come la Città Proibita e l’Esercito di Terracotta, data la fortissima pericolosità dovuta allo smog che avvolge il continente asiatico.

Smog: foto e immagini