Situazione critica per i ghiacciai in Lombardia
Lo scioglimento dei ghiacciai coinvolge tutto il pianeta, Italia compresa. In particolare, sono a rischio i ghiacciai della Lombardia, così come denunciato da Legambiente.

I ghiacciai in Lombardia si trovano in uno stato di criticità assoluta. Secondo il servizio glaciologico lombardo, la regione perde il corrispettivo di 220 campi da calcio in media ogni anno e più le temperature aumentano, più la condizione si aggrava.
Le previsioni non sono delle migliori
I dati del 1990 registravano ben 118 chilometri quadrati di superficie di ghiacci in Lombardia, mentre quelli del 2019 ne contano appena 73, con una riduzione del 38%. Non appena i dati verranno aggiornati, probabilmente si registrerà una riduzione del 40%.
Nonostante Arpa dichiari che tra maggio e giugno si siano accumulati valori compresi tra 40 e 20 metri di neve sui bacini glaciali, quindi nettamente superiori alla media e in grado di rendere la stagione appena terminata una delle migliori degli ultimi anni, in futuro potrebbe andare diversamente e non in meglio.
La campagna “Carovana dei Ghiacciai 2024” di Legambiente
Le somme tirate in Lombardia finora sono positive per la stagione appena conclusa, ma altamente preoccupanti per il futuro. Si rivelano dei veri e propri campanelli di allarme che devono destare preoccupazione e, soprattutto, spingere a intervenire nel minor tempo possibile.
A tal proposito, è stata avviata da Legambiente la campagna internazionale “Carovana dei Ghiacciai 2024” con l’obiettivo di sensibilizzare quanto più possibile sullo scioglimento dei ghiacciai a causa del cambiamento climatico e del riscaldamento globale. In merito alla Lombardia, l’attenzione è posta soprattutto sul ghiacciaio dei Forni, il secondo più grande d’Italia: all’interno del Parco dello Stelvio si sta, infatti, fondendo a un tasso che oscilla dai 4 agli 8 centimetri al giorno a una quota compresa tra i 2600 e i 2650 metri.
Lo stesso sta accadendo al ghiacciaio dell’Adamello che, secondo i dati, starebbe vivendo una situazione ancora più critica nonostante, con la sue superficie di oltre 13 chilometri quadrati, sia il ghiacciaio più esteso di tutta Italia. Il punto a suo sfavore? Si trova a una quota poco elevata: la parte più alta si trova, infatti, a 3400 metri e qui non è possibile garantire la conservazione della neve.

Al momento, le speranze si ripongono nel mese di settembre: se la neve primaverile è riuscita a “mettere una pezza”, le temperature torride di questa estate hanno sicuramente compromesso la situazione. Ci si chiede, infatti, se il ghiacciaio dell’Adamello scomparirà entro il 2080 e se sarà possibile salvare tutti gli altri che rendono alcune zone d’Italia uniche e speciali.