Siccità in Catalogna: acqua razionata per 6 milioni di abitanti
Proclamato lo stato di emergenza a Barcellona e in oltre 202 comuni per cittadini ed attività commerciali: la siccità mette in ginocchio la Spagna.

A partire dal 1° Febbraio la Spagna ha dichiarato lo stato di emergenza per Barcellona e altre 202 comuni e che obbliga cittadini ed attività commerciali a rispettare il limite massimo del consumo di 200 litri di acqua al giorno.
Un provvedimento che riguarda l’80% della popolazione catalana e coinvolgerà presto anche i settori dell’agricoltura, dell’industria e dell’allevamento.
Solo 200 litri di acqua al giorno
Non è più una fase temporanea, ma una condizione che perdura da quasi due anni e che non vuole dare segni di miglioramento. Le misure restrittive che hanno coinvolto Girona e Tarragona ora vengono applicate anche su Barcellona, che entra in emergenza 1: 200 litri di acqua al giorno, con la possibilità di un ulteriore modifica a 180, prima, e 160 in un secondo momento, laddove fosse necessario.
Non accadeva da almeno 100 anni

Si tratta della situazione di siccità più drammatica vissuta dalla Catalogna, negli ultimi 100 anni, e la terra non riceve la giusta quantità di pioggia da almeno tre anni.
Le riserve idriche sono attualmente al di sotto del 16% della loro capacità e non sono previste precipitazioni sufficienti a ripristinare le riserve idriche all’interno dei due bacini delle conche interne che alimentano il sistema Ter-Llobregat.
La situazione influisce soprattutto sull’acqua destinata all’utilizzo umano, agricolo ed industriale.
Secondo il Water Exploitation Index (WEI), la Catalogna ha utilizzato oltre il 31% dell’acqua dolce disponibile, e la domanda attuale supera la sostenibilità delle risorse idriche.
Una situazione che potrebbe raggiungere il nostro paese
Anche l’Italia è sottoposta ad un notevole stress idrico e la situazione è particolarmente critica nelle aree in cui la richiesta di acqua per l’agricoltura intensiva è elevata e non è bilanciata con la crescente scarsità causata dalla crisi climatica.
Ecco perché è importante un cambiamento radicale nei nostri modelli di utilizzo delle risorse, con particolare focus sul settore agricolo.
In Italia oltre la metà dell’acqua viene impiegata nel settore agricolo e un terzo serve ad alimentare i mangimi utili all’interno del sistema degli allevamenti intensivi.
Conseguenze devastanti, per il pianeta
Senza adeguati interventi le conseguenze della siccità potrebbero essere devastanti:
- Riduzione delle riserve idriche e conseguente minaccia alla disponibilità di acqua potabile e all’irrigazione agricola.
- Impatti negativi sull’agricoltura, con diminuzione dei prodotti e relativo aumento dei costi di produzione.
- Difficoltà nell’approvvigionamento idrico per usi domestici, industriali e ricreativi ( conseguenza già in parte visibile)
- Danneggiamento degli ecosistemi acquatici, e grave minaccia per la biodiversità e gli habitat naturali.
Fenomeni climatici estremi
I fenomeni climatici estremi non vogliono cessare, basti pensare al caldo record registrato in Spagna nei giorni passati: la temperatura ha sfiorato i 30 gradi!
Eventi che sottolineano la necessità e l’urgenza di adottare misure concrete che contrastino gli effetti dannosi della crisi climatica, mitigandone l’impatto devastante.
L’Unione Europea si sta muovendo e nel primo semestre del 2023, il 33% dell’energia elettrica è stata prodotta utilizzando combustibili fossili.
Tuttavia, questi rappresentano solo dei piccolissimi progressi in direzione di una transizione verso fonti energetiche più sostenibili.