Siccità in Catalogna: acqua razionata per 6 milioni di abitanti

Autore:
Samantha Patente
  • Laureanda in Scienze della Comunicazione
Tempo di lettura: 4 minuti

Proclamato lo stato di emergenza a Barcellona e in oltre 202 comuni per cittadini ed attività commerciali: la siccità mette in ginocchio la Spagna.

SICCITà
Photo by klimkin – Pixabay

A partire dal 1° Febbraio la Spagna ha dichiarato lo stato di emergenza per Barcellona e altre 202 comuni e che obbliga cittadini ed attività commerciali a rispettare il limite massimo del consumo di 200 litri di acqua al giorno.

Un provvedimento che riguarda l’80% della popolazione catalana e coinvolgerà presto anche i settori dell’agricoltura, dell’industria e dell’allevamento.

Solo 200 litri di acqua al giorno

Non è più una fase temporanea, ma una condizione che perdura da quasi due anni e che non vuole dare segni di miglioramento. Le misure restrittive che hanno coinvolto Girona e Tarragona ora vengono applicate anche su Barcellona, che entra in emergenza 1: 200 litri di acqua al giorno, con la possibilità di un ulteriore modifica a 180, prima, e 160 in un secondo momento, laddove fosse necessario.

Non accadeva da almeno 100 anni

Siccità
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Si tratta della situazione di siccità più drammatica vissuta dalla Catalogna, negli ultimi 100 anni, e la terra non riceve la giusta quantità di pioggia da almeno tre anni.

Le riserve idriche sono attualmente al di sotto del 16% della loro capacità e non sono previste precipitazioni sufficienti a ripristinare le riserve idriche all’interno dei due bacini delle conche interne che alimentano il sistema Ter-Llobregat.

La situazione influisce soprattutto sull’acqua destinata all’utilizzo umano, agricolo ed industriale.

Secondo il Water Exploitation Index (WEI), la Catalogna ha utilizzato oltre il 31% dell’acqua dolce disponibile, e la domanda attuale supera la sostenibilità delle risorse idriche.

Una situazione che potrebbe raggiungere il nostro paese

Anche l’Italia è sottoposta ad un notevole stress idrico e la situazione è particolarmente critica nelle aree in cui la richiesta di acqua per l’agricoltura intensiva è elevata e non è bilanciata con la crescente scarsità causata dalla crisi climatica.

Ecco perché è importante un cambiamento radicale nei nostri modelli di utilizzo delle risorse, con particolare focus sul settore agricolo.

In Italia oltre la metà dell’acqua viene impiegata nel settore agricolo e un terzo serve ad alimentare i mangimi utili all’interno del sistema degli allevamenti intensivi.

Conseguenze devastanti, per il pianeta

Senza adeguati interventi le conseguenze della siccità potrebbero essere devastanti:

  • Riduzione delle riserve idriche e conseguente minaccia alla disponibilità di acqua potabile e all’irrigazione agricola.
  • Impatti negativi sull’agricoltura, con diminuzione dei prodotti e relativo aumento dei costi di produzione.
  • Difficoltà nell’approvvigionamento idrico per usi domestici, industriali e ricreativi ( conseguenza già in parte visibile)
  • Danneggiamento degli ecosistemi acquatici, e grave minaccia per la biodiversità e gli habitat naturali.

Fenomeni climatici estremi

I fenomeni climatici estremi non vogliono cessare, basti pensare al caldo record registrato in Spagna nei giorni passati: la temperatura ha sfiorato i 30 gradi!

Eventi che sottolineano la necessità e l’urgenza di  adottare misure concrete che contrastino gli effetti dannosi della crisi climatica, mitigandone l’impatto devastante.

L’Unione Europea si sta muovendo e nel primo semestre del 2023, il 33% dell’energia elettrica è stata prodotta utilizzando combustibili fossili.

Tuttavia, questi rappresentano solo dei piccolissimi progressi in direzione di una transizione verso fonti energetiche più sostenibili.

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