Siberia, scoperta sensazionale nel permafrost

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

Cosa avranno mai scoperto gli scienziati analizzando il permafrost in Siberia? Piccolo spoiler: è un animale e risale a ben 44mila anni fa.

Lupo
Photo by 942784 – Pixabay

Un gruppo di scienziati operante in Siberia ha effettuato un ritrovamento molto interessante, che li ha lasciati senza parole: analizzando il permafrost, infatti, sono stati portati alla luce i resti di un lupo vissuto circa 44mila anni fa.

Una testimonianza storica di grande valore

La carcassa di questo lupo millenario può raccontare molto del periodo storico di riferimento, ecco perché il ritrovamento è molto importante per la ricerca. In particolare, gli scienziati hanno rivenuto i resti dell’animale lungo il fiume Tirekhtyakh, nella regione di Yakutia. Ad accorgersi della sua presenza sono stati, in prima battuta, gli abitanti del posto che hanno subito avvertito le autorità competenti.

Dopo aver effettuato una lunga serie di analisi, gli esperti del Mammouth Museum della Nord Eastern Federal University sono riusciti a ottenere numerose informazioni che dicono tantissimo su quanto accaduto oltre 40 mila anni fa.

Il lupo sarebbe rimasto incastrato a una profondità di 40 metri e ciò che rende unico questo ritrovamento riguarda il fatto che il predatore appartenga al tardo Pleistocene, il che lo rende un animale estremamente antico da ricollegare, appunto, all’ultima Era Glaciale.

In pratica, la carcassa del lupo è stata ritrovata in condizioni quasi perfette tanto che, al suo interno, erano ancora presenti stomaco, tessiti molli e alcuni organi.

Si scopre di più sugli animali estinti

Dal punto di vista storico, scientifico e geografico si tratta di una scoperta importantissima, soprattutto perché il corpo del lupo millenario si è conservato in modo tanto impeccabile, quanto decisamente raro.

A permettere una conservazione perfetta è stato l’ambiente circostante, dato che il permafrost presente ha rallentato il processo di decomposizione e, al contempo, anche la contaminazione, congelando i resti per migliaia di anni fino a farli giungere ai giorni nostri.

Grazie allo studio della carcassa, i ricercatori potranno ottenere un gran numero di informazioni sugli animali vissuti al periodo di riferimento e, successivamente, estinti. Così come spiegato da Artem Nedoluzhko, direttore scientifico della laboratorio di Paleogenomica dell’unità europea di San Pietroburgo, l’obiettivo principale della ricerca sarà quella di risalire di cosa si nutrissero i lupi antichi nella regione della Yakutia.

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Recentemente, in California è stato individuato un pino in grado di rivelare il clima del passato; adesso, ecco il lupo che può raccontare di più su come si comportassero i branchi oltre 40 mila anni fa, quando le condizioni ambientali erano molto diverse da oggi. Ecco spiegata in poche parole la grandiosità della ricerca!

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