Scoperta in Africa: coleottero capace di digerire la plastica

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

Sapevate che in Africa esiste un coleottero in grado di digerire la plastica, in particolare il polistirene? Questa scoperta potrebbe eleggerlo come “pulitore ecologico” del continente!

Coleottero
Photo by macro_aparatka – Pixabay

Esiste la possibilità che le tarme della farina possano liberare l’Africa dalla plastica. La scoperta, pubblicata su Scientific Reports, sottolinea come nella lotta contro l’inquinamento da plastica si possano coinvolgere anche alcuni animali, coleotteri africani compresi. In che modo? Semplice: sono capaci di degradare e digerire il polistirene!

Loro mangiano la plastica e noi mangiamo loro

Queste larve di un coleottero native dell’Africa sono, dunque, in grado di degradare e digerire il polistirene, tra le tipologie di plastica più diffuse in assoluto, tanto che è spesso impiegata per la realizzazione di packaging per gli alimenti.

Gli insetti, che appartengono al genere Alphitobius e alla famiglia dei Tenebrionidi, comprendono tutti quei coleotteri più comunemente conosciuti come tarme della farina che, dal 2023, sono stati inseriti dall’Unione Europea nella lista degli insetti approvati per il consumo umano.

In poche parole, succede questo: le larve si nutrono di plastica, il cui 50% viene da loro digerito soprattutto se comprensivo di crusca o grano, e poi noi mangiamo loro sotto forma di farina. Insomma, un bel circolo “nutritivo” che non butta via niente.

Un nuovo alleato nella lotta all’inquinamento da plastica

Nello specifico, le larve riescono a digerire la plastica grazie ad alcuni batteri che vivono nel loro intestino. Adesso, i ricercatori si stanno concentrando sull’identificazione di questi batteri, in modo da poter arricchire il sistema digerente dei coleotteri e creare nuove larve in grado di processare e digerire quantità di plastica sempre più grandi.

Tra l’altro, il fatto che questi coleotteri siano originari dell’Africa è un’ottima notizia, dato che il continente è secondo al mondo proprio per inquinamento da plastica (nonostante contribuisca alla sua produzione per il solo 5%).

Coleottero
Photo by krzysztofniewolny – Pixabay

Per liberare l’Africa dalla plastica, quindi, si potrà probabilmente fare affidamento anche su questi piccoli insetti locali, anche perché i tenebrionidi – in generale – sono diffusi in tutto il mondo e comprendono specie con le stesse capacità digerenti. Chissà se, finalmente, l’inquinamento da plastica potrà essere combattuto dall’interno e alcuni animali da vittime potranno finalmente diventare veri e propri protagonisti e, con ottimismo, anche vincitori.

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