Sardegna, allarme contaminazione a Piscinas
Una delle famose spiagge della Sardegna è stata contaminata: un disastro ambientale che si sarebbe potuto evitare.

Una delle spiagge più importanti della Costa Verde è stata contaminata da sostanze pericolose.
Una notizia che crea scalpore perché ora visibile, ma associazioni e ambientalisti non si dicono sorpresi in quanto la contaminazione era reale anche prima di divenire palese all’occhio umano.
Rimangono sicuramente di impatto le immagini e i video del fiume rosso che si riversa nel mare di Piscinas, solitamente cristallino: fanghi rossi che hanno reso l’acqua del mare completamente diversa, e inquinata.
Piscinas: un paradiso avvelenato

Stanno facendo il giro del web e creando indignazione le immagini e i video della bellissima spiaggia di Piscinas, ora visibilmente “contaminata”.
Il gioiello della Costa Verde (Arbus, sud ovest della Sardegna) ha perso il suo fascino a causa delle sostanze inquinanti riversate nel mare.
Tutta “colpa” del fiume Rio Irvi il quale sta trasportando con sé rifiuti, nello specifico metalli pesanti: si tratta di residui derivanti dalla lavorazione che avveniva nelle miniere – ormai abbandonate – e che non sono mai state bonificate.
Basti pensare che le miniere non funzionano da ben quarant’anni, ma non sono mai state prese in considerazione come “un problema” per la sicurezza ambientale.
Solo ora che il danno è palese si è diffusa ansia e preoccupazione per il fiume rosso, carico di metalli pesanti che ha rovinato il bellissimo mare sardo.
Piscinas “rossa”: la denuncia delle associazioni

Il corso d’acqua Rio Irvi ha un colore rossastro da tempo, sempre a causa delle miniere ormai in disuso e mai realmente bonificate, ma la situazione sta peggiorando tanto da attirare l’attenzione come mai prima d’ora.
Sono – ancora una volta – associazioni e ambientalisti a denunciare anni di disattenzione, dicendosi altresì poco sorpresi dal recente disastro ambientale perché era più che prevedibile; ha scritto il WWF in una nota:
Non è una sorpresa il fiume rosso degli scarti delle miniere nel mare di Arbus piuttosto è sorprendente che un problema del genere diventi degno di attenzione solo quando l’impatto è non solo evidente, ma denuncia tutta la sua gravità. Cosa si è fatto e si sta facendo per risolvere una situazione che è molto più seria di quanto già il colore delle acque del rio che sfocia in mare preannuncia? Perché non si è ancora bonificato il materiale presente nel sistema di miniere e cave, perché non si è fatta un’azione di prevenzione, perché nessuno ha vigilato? È il tempo di agire. Anche perché l’evento a cui stiamo assistendo sembra più grave del solito.
Non è infatti la prima volta che i fanghi rossi si presentano in maniera tanto evidente: Piscinas era stata contaminata anche nel 2016, occasione in cui le polemiche sul poco controllo mobilitarono enti quali Regione Sardegna e Igea (l’agenzia incaricata della bonifica e dell’esercizio delle miniere dismesse).
Eppure, non furono realmente prese decisioni in un evento che seppur grave è finito per essere dimenticato almeno fino ad oggi, momento in cui ciò che è stato “ignorato” è ormai un vero e proprio disastro ambientale.