Riscaldamento globale: ecco le zone del Pianeta che saranno invivibili
Applicando alcuni modelli climatici un gruppo di ricercatori statunitensi ha stabilito quali zone del Pianeta diventeranno invivibili a causa del riscaldamento globale.

Alluvioni, estati sempre più calde e infinite, incendi indomabili, crisi idrica. Basta guardare un telegiornale, leggere un quotidiano oppure aprire qualche sito di informazione online, per capire quanto sia a dir poco problematico l’impatto di riscaldamento globale e cambiamento climatico sul Pianeta. L’allarme è stato diffuso ormai da tempo: bisogna fare di tutto per non superare la fatidica soglia di 1,5° C stabilita nell’accordo di Parigi. Altrimenti alcune zone del mondo diventeranno invivibili.
Riscaldamento globale: i limiti da non oltrepassare

Secondo un report realizzato qualche tempo fa dalla società di assicurazioni Swiss Re, nei primi sei mesi del 2023 i danni dovuti ai disastri naturali ammontano a 120 miliardi di dollari (109,5 miliardi di euro), ovvero il 46% in più rispetto alla media dell’ultimo decennio. Numeri che parlano da soli descrivendo l’impatto devastante del riscaldamento globale e del clima anomalo sulla Terra.
Bisogna intervenire in maniera tempestiva per scongiurare la possibilità che venga superata la soglia di 1,5°C. In caso contrario alcune aree del mondo diventeranno off-limits, inospitali e inabitabili. Uno scenario che è stato illustrato alla perfezione grazie uno studio condotto da un gruppo di ricercatori del Penn State College e del Purdue University College, i quali hanno realizzato dei modelli climatici prendendo in considerazione un aumento delle temperature da +1,5°C a +4°C .
La sopravvivenza umana è messa seriamente a rischio se la temperatura “umida” supera i 31°C (87,7°F con umidità al 100%). Oltre questo limite il corpo non riesce più a rinfrescarsi naturalmente, con conseguenze letali che possono portare fino all’infarto.
Allo stato attuale solo nel Sud Est Asiatico e in Medio Oriente questa soglia è stata oltrepassata, fortunatamente, per poco tempo. Secondo gli autori della ricerca, se la temperatura globale dovesse invece salire fino a 2°C rispetto ai livelli preindustriali, il Pakistan, la valle dell’Indo, la Cina orientale e l’Africa sub-sahariana, supererebbero il limite di sopravvivenza per diverse ore al giorno. Una situazione che andrebbe a interessare circa 4 miliardi di persone.
Riscaldamento globale: alcune zone del Pianeta saranno invivibili

Nel caso in cui in cui la temperatura globale aumentasse di 3°C , uno scenario possibile entro il 2100, a meno che non si intervenga in maniera drastica per ridurre le emissioni di gas serra, si aggiungerebbero all’elenco delle zone invivibili anche la costa orientale, le regioni centrali degli Stati Uniti, con le grandi metropoli come New York, Houston e Chicago, l’Australia e il Sud America.
In ultimo, se la temperatura dovesse invece incrementarsi di 4°C rispetto all’era preindustriale, ci sarebbero città come Al Hudaydah nello Yemen, dove 700mila persone sarebbero costrette a “vivere” per 300 giorni all’anno al di sopra della soglia di tollerabilità.
Questa ricerca mostra che il caldo umido rappresenterà una minaccia molto più grande del caldo secco. I governi e i politici devono rivalutare l’efficacia delle strategie di mitigazione del calore per investire in programmi che tengano in considerazione i maggiori pericoli che le persone dovranno affrontare, ha dichiarato attraverso comunicato stampa il dottor Qinqin Kong, coautore dello studio.
A fargli eco il bioclimatologo Daniel Vecellio, anche lui autore della ricerca, il quale ha sottolineato che:
Se le temperature continueranno a salire, vivremo in un mondo in cui i raccolti falliranno sempre più spesso e milioni o miliardi di persone cercheranno di migrare perché le loro regioni natali sono diventate inabitabili.
I dettagli dello studio sono stati pubblicati sulla rivista scientifica PNAS.