Riscaldamento globale: sarà la causa di tsunami nel Mediterraneo

Autore:
Fabiola Criscuolo
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Studi recenti dimostrano come, a lungo termine, il riscaldamento globale può influire anche sul maggiore rischio di tsunami nelle aree costiere del Mediterraneo. A dare il contributo a queste ricerche, anche l’Instituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Tsunami
Photo by rolandmey – Pixabay

Il riscaldamento globale provocato in modo particolare dalle azioni dell’uomo avrà, nel futuro non molto lontano, diversi effetti anche sui fenomeni geologici. A dirlo sono le numerose ricerche che ogni giorno vengono svolte per studiare l’andamento terrestre e per preparare le popolazioni a possibili cambiamenti.

Gli ultimi due studi condotti con il contributo dell’Instituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’INGV, analizzano nello specifico l’andamento dell’innalzamento dei mari nella zona Mediterranea e i suoi effetti. Proprio da queste e dalle proiezioni IPCC al 2150, si è notato un aumento del livello del mare e dei movimenti geologici delle coste che potrebbe comportare un aumento delle possibilità di tsunami.

Si tratta quindi di ricerche incentrate alla migliore gestione delle prevenzioni, per diminuire i rischi rispetto alle popolazioni più vulnerabili.

Riscaldamento globale: più alto il rischio di tsunami

Tsunami
Photo by alfaunicorn81 – Pixabay

I dati ricavati dalle ricerche svolte nell’ambito di due progetti finanziati dall’Unione Europea, Savemedcoasts2 e TSUMAPS-NEAM, entrambi coordinati dall’INGV, si concentrano sulla necessità di trovare in anticipo soluzioni preventive o, meglio ancora, migliorare le condizioni climatiche al fine di prevenire rischi.

Secondo gli studi svolti, infatti, nei prossimi 50 anni le coste del Mediterraneo saranno più soggette a tsunami, con onde alte tra 1 e 2 metri. La causa è da ricercare nell’innalzamento delle acque che aumenta quindi il rischio di questo fenomeno geologico fino al 30%, coinvolgendo in modo particolare zone altamente popolate.

L’aumento del livello del mare legato al riscaldamento globale è un fattore molto complesso da prevenire, motivo che ha spinto i ricercatori a svolgere per la prima volta gli studi combinando l’innalzamento del livello del mare e i movimenti geologici delle coste, fornendo scenari di rischio tsunami più accurati. Da ciò si è notato come il livello medio del mare potrebbe aumentare fino a 1,1 metro entro il 2100, contribuendo quindi all’aumento del rischio di inondazioni da tsunami. Ciò comporterebbe un maggiore rischio anche per aree costiere già vulnerabili.

Conseguenza per la popolazione

Tsunami
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L’aumento del livello del mare e quindi il maggiore rischio di tsunami provocati da movimenti geologici causati dal riscaldamento globale, rischia di minacciare oltre 150 milioni di persone nel Mediterraneo. A essere più a rischio sono le aree costiere più basse e più soggette alla subsidenza.

I nuovi strumenti di valutazione adoperati nel corso delle ricerche svolte sugli effetti del riscaldamento globale sono serviti a sommare i movimenti geologici e l’innalzamento marino, in particolare dove il suolo tende ad abbassarsi. L’obiettivo è appunto quello di prevenire conseguenze drastiche e rischi per la popolazione, come dimostrano i fenomeni critici sempre più frequenti, quali inondazioni.

Riscaldamento globale: immagini e foto

Il cambiamento climatico, combinato con movimenti geologici, potrebbe aumentare significativamente la pericolosità degli tsunami nel Mediterraneo. È cruciale migliorare la pianificazione e la gestione dei rischi nelle aree costiere, data la crescente minaccia per milioni di persone.