Ricci di mare a rischio: il Mediterraneo sta morendo

Autore:
Domenico Papaccio
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Il Mar Mediterraneo sta vivendo un’ecatombe a causa degli effetti dei cambiamenti climatici. L’innalzamento delle temperature sta divorando la sua fauna e flora. Come riferiscono gli studiosi, i ricci si stanno estinguendo in un ritmo vertiginoso.

Mar, Medterraneo
Photo by DBU_DirektesSehen – Pixabay

Le meraviglie che fanno di uno specchio azzurro-verde il Mar Mediterraneo stanno perdendo vita. Un effetto che progressivamente viene a dipanarsi con gli studi e le analisi portate avanti sulle ripercussioni che il fenomeno climatic change sta avendo sul vecchio Continente e dintorni.

Il Mediterraneo ne esce largamente sconfitto, con perdite maggiori che a causa di fattori come l’innalzamento delle temperature e del livello delle acque, a cui si allegano quelli dell’inquinamento ambientale. Un magma che  sta scombussolando in toto la biodiversità mediterranea.

Numerose sono le specie appartenenti a questo ecosistema marino che vedono ridursi, fintanto a scomparire o rimanere poche unità. Il Mediterraneo ospitava in passato il 7% della fauna marina del pianeta. Una tutela che ha visto sorgere i progetti LIFE, allo scopo di mitigare i danni di queste alterazioni, raccogliendo nuovi dati e studi sulla biodiversità, allegando il lavoro con azioni concrete di conservazione delle specie minacciate. A questa aggiunge una forte campagna di sensibilizzazione, volte a creare una sostenibilità possibile e innovativa per la gestione delle coste mediterranee.

Cetacei, tartarughe e molluschi, per citarne alcuni sono quelli che rientrano in queste categorie del mondo animale marino protette dai progetti LIFE. Eppure il moto del climatic change avanza.

Ricci di mare a rischio!

Mar, Mediterraneo
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I cambiamenti che sta attraversando il Mar Mediterraneo sta mostrando le sue prime e nuove vittime: il riccio di mare. Un depauperamento spaventoso che potrebbe a breve termine tradursi in un processo di estinzione. E’ quanto certificano il nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature-Scientific Reports che attesta per le acque mediterranee il crollo delle popolazioni di Paracentrotus lividus, nota come riccio di mare viola. Questa tipologia di animale è una specie cardine per gli ecosistemi marini e la tavola mediterranea, in particolare nostrana.

Proprio il Mezzogiorno continentale e insulare è stato il campo di prova di questa ecatombe che sta attraversando il Mediterraneo. Si osserva come nelle acque delle coste della Puglia le campagne di monitoraggio condotte in coordinazione con l’Università del Salento, di Malta e Palermo ci mostrano la diminuzione del ricco viola.

Puglia senza ricci

Il monitoraggio intrapreso a partire dall’estate 2023 fino ad oggi hanno rilevato densità medie inferiori a 0,2 individui per metro quadrato. Un valore mai registrato in precedenza e davvero spaventoso.  A destare maggior preoccupazione è l’assenza di differenze significative tra aree marine protette e non protette, un fattore indicativo perché dimostra che le misure attuali di conservazione e salvaguardia per il riccio potrebbero essere insufficienti o addirittura velleitarie.

L’area costiera salentino pugliese vive principali conseguenze di questa strage. Dallo studio si pone come effettivo risvolto dovuto al connubio surriscaldamento globale e le stravolgenti pressioni antropiche. Infatti lo studio è stato intrapreso solo subito dopo la stabilizzazione di una moratoria della Regione Puglia che nel 2023 ha bloccato la pesca di ricci per tre anni.

Eppure questo non è riuscita a frenare, come riferisce in modo critico la ricerca, sono ancora molte le zone della Puglia, in cui la pesca di frodo è diffuso. 

Mar Mediterraneo: foto e immagini