Raggiungere la neutralità climatica: in arrivo il database CIRO

Autore:
Francesca Naima Bartocci
  • Laurea in Lettere - Lingue, Letterature e Civiltà Antiche e Moderne
Tempo di lettura: 4 minuti

Nasce il database CIRO, prima piattaforma ideata per raccogliere con esattezza dati e metterli a confronto col fine di guidare le regioni italiane verso la neutralità climatica.

Città, Italia
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Si chiama CIRO (Climate Indicators for Italian RegiOns) e nasce dalla collaborazione tra Italy for Climate e Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ed è il primo database creato per guidare correttamente le regioni italiane verso la neutralità climatica.

La nuova piattaforma, frutto di un importante lavoro di ricerca e rielaborazione di dati, è stata presentata lo scorso 29 febbraio in occasione dell’evento Key (Key-The Energy Transition Expo) tenutosi a Rimini.

CIRO è stato ufficialmente mostrato durante l’appuntamento interno al Key – uno dei principali eventi europei dedicato alle tecnologie, ai servizi, alle soluzioni integrate per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili in Italia e nel bacino del Mediterraneo – chiamato “Le Regioni e la sfida della neutralità climatica” da Italy for Climate, uno dei due principali sviluppatori del nuovo strumento.

L’importanza di CIRO per raggiungere zero emissioni

Record emissioni
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In occasione della presentazione del database CIRO avvenuta lo scorso 29 febbraio al The Energy Transition Expo, è stato palesato quanto essenziale il nuovo strumento sia per contribuire al raggiungimento di zero emissioni, obiettivo fondamentale ma ancora troppo distante.

Durante l’evento sono stati diversi gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni e delle regioni, come il presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile, Edo Ronchi, il quale ha messo in evidenza quanto:

Per poter avere la possibilità di contenere l’aumento delle temperature fra 1,5 e 2°C, evitando una precipitazione catastrofica della crisi climatica, occorre accelerare l’impegno per la riduzione delle emissioni di gas serra entro il 2030, secondo le convergenti indicazioni delle istituzioni scientifiche e di quelle internazionali. L’Europa che, con le misure in atto, non sarebbe in traiettoria con questo target, sta promuovendo un pacchetto impegnativo di misure (Fit for 55%) per mettersi al passo. Anche l’Italia è in ritardo: nei settori non ETS (trasporti, edifici, agricoltura, rifiuti, piccole imprese) dal 2015 al 2022 ha ridotto le emissioni solo del 4%: di questo passo arriverebbe al proprio target europeo del 43,7 % non al 2030, ma al 2050, con 20 anni di ritardo. Per accelerare l’impegno per il clima in Italia è indispensabile coinvolgere, di più e meglio, anche le Regioni.

Ecco perché CIRO, ideato proprio monitorare e “aiutare” le regioni, diviene uno strumento di grande importanza come ha affermato Andrea Barbabella, Coordinatore di Italy for Climate:

Non è possibile guidare un territorio sulla strada della transizione energetica senza avere un quadro chiaro e aggiornato dei principali indicatori in gioco. Per questo, insieme a Ispra, abbiamo voluto realizzare questa piattaforma di condivisione di dati e buone pratiche, selezionando 26 indicatori chiave, molti dei quali frutto di specifiche elaborazioni originali. Attraverso questo database, le regioni potranno approfondire i propri punti di forza come anche quelli di debolezza e poter sviluppare così strategie di contrasto alla crisi climatica a scala territoriale più avanzate ed efficaci.

Conoscere per migliorare: come funziona CIRO

Computer, Dati
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CIRO (Climate Indicators for Italian RegiOns) è la prima piattaforma resa disponibile in Italia per raccogliere, analizzare e, di conseguenza, mettere a confronto tutti i dati utili raccolti. Non solo, ma disponibili nel database anche tutte le buone pratiche ambientali che le regioni potranno confrontare col fine di diminuire il loro impatto ambientale.

All’interno del database i dati e le buone pratiche ambientali sono divisi in 8 principali aree tematiche le quali indicano le migliori performance di ciascuna regione; le suddette aree tematiche sono le seguenti:

  • emissioni,
  • energia,
  • rinnovabili,
  • edifici,
  • industria,
  • trasporti,
  • agricoltura,
  • vulnerabilità.

Una notizia che dà speranza in un’Italia troppo spesso rimasta “indietro” sul tema della sostenibilità e della transizione ecologica, ma che ha fin troppo spesso risentito del cambiamento climatico e delle sue conseguenze.

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