Performance climatica: l’Italia perde quindici posizioni

Italia in caduta libera nella speciale classifica sulla performance climatica elaborata da Germanwatch, Can e New Climate Institute. Perse quindici posizioni rispetto all’anno scorso.

Inquinamento,
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L’Italia fa registrare l’ennesimo risultato negativo in termini di lotta al riscaldamento globale. Il dato emerge dall’ultimo rapporto sulla performance climatica realizzato da Germanwatch, Can e New Climate Institute. La nostra Penisola perde 15 posizioni rispetto al 2022.

Performance climatica: l’Italia perde quindici posizioni

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Ancora una cattiva notizia per l’Italia che continua ad accumulare ritardo nella lotta al riscaldamento globale. Germanwatch, Can e New Climate Institute, in collaborazione con Legambiente, hanno infatti pubblicato l’annuale report sulla performance climatica di 63 Paesi, più l’Unione Europea, che rappresentano nel complesso oltre il 90% delle emissioni inquinanti a livello mondiale.

La performance, misurata attraverso il Climate Change Performance Index (CCPI), viene calcolata in base a due criteri: il rispetto degli obiettivi stabiliti dall’Accordo di Parigi del 2015, ossia non superare la soglia limite di 1,5°C, e gli impegni da portare a termine entro la fine di questo decennio.

Nello specifico l’indice tiene conto per il 40% dell’andamento delle emissioni, per il 20% dello sviluppo delle fonti rinnovabili, e dell’efficienza energetica, e per un altro 20% delle strategie politiche messe in atto per contrastare la crisi climatica.

Nella classifica di quest’anno l’Italia si è posizionata al 44esimo posto, perdendo ben 15 posizioni rispetto al 2022. Un dato che testimonia nuovamente lo scarsa dedizione nel contrastare le problematiche relative alla salute del Pianeta. Una significativa frenata nella riduzione di emissioni climalteranti, abbinata a scelte politiche inadeguate, sono i due principali fattori che hanno contributo a questo risultato negativo.

L’Italia deve subito invertire la rotta con un ambizioso Piano Nazionale Clima-Energia in grado di ridurre le emissioni del 65% entro il 2030 in coerenza con l’obiettivo di 1.5°C, grazie soprattutto al contributo dell’efficienza energetica e delle rinnovabili

ha commentato Legambiente.

Bene Danimarca, Estonia e Filippine

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Eppure l’Italia avrebbe tutti gli strumenti necessari per invertire la rotta. Secondo le percentuali del Paris Compatible Scenario, elaborate da Climate Analytics, entro il 2030 si potrebbero ridurre le emissioni inquinanti almeno del 65% grazie a un significativo apporto delle rinnovabili sia nel mix energetico che nel mix elettrico.

Procedendo in questa direzione sarebbe possibile arrivare nel 2035 al 100% di rinnovabili nel settore elettrico, riuscendo a eliminare il carbone entro il 2025 e tutti i gas fossili entro il 2035. Il risultato finale sarebbe il raggiungimento della neutralità climatica in anticipo, ovvero già nel 2040.

Se l’Italia piange il resto del mondo comunque non ride. Anche quest’anno, infatti, non è stato possibile assegnare le prime tre posizioni della classifica di performance climatica. Il motivo? Nessun Paese è riuscito a impegnarsi totalmente per rientrare nei parametri su cui si basa il CCPI.

A dominare la graduatoria è la Danimarca che si piazza al quarto posto grazie alla notevole riduzione delle emissioni nocive e allo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili. Dietro al paese scandinavo seguono nell’ordine Estonia e Filippine, che, nonostante una situazione economica non certo rosea, sono state in grado di rafforzare la propria azione climatica. Gli ultimi posti della classifica sono invece appannaggio di quei Paesi con maggiori interessi nell’ambito dei combustibili fossili: Emirati Arabi Uniti, Iran e Arabia Saudita.

La Cina, principale responsabile delle emissioni globali a causa del forte utilizzo di carbone, rimane stabile al 51° posto, mentre gli Stati Uniti, 57esimi, perdono cinque posizioni rispetto all’anno scorso.  Sono soltanto tre, India e Germania (14°) insieme all’Unione Europea (16°), a occupare posizioni più alte in classifica.

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