L’inchiesta: i rifiuti elettrici non vengono smaltiti correttamente
Grazie a una ricerca condotta da Erion WEEE e Altroconsumo è emerso che in Italia i rifiuti elettrici “spariscono” e non vengono smaltiti correttamente.
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“RAEE: Chi l’ha visto?”. Sembra uno spin off dello storico programma televisivo l’indagine realizzata da Erion WEEE, il consorzio del Sistema Erion dedicato alla gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, in collaborazione con Altroconsumo, l’organizzazione indipendente di consumatori più grande del territorio italiano. L’inchiesta è stata portata avanti per sei mesi al fine di comprendere che fine fanno apparecchi come televisori, frigoriferi, lavatrici e computer nel momento in cui i cittadini decidono di smaltirli attraverso le isole ecologiche oppure consegnandoli direttamente ai rivenditori o alle aziende che si occupano di igiene urbana.
Rifiuti elettrici: soltanto 6 su 10 vengono smaltiti correttamente

Nello specifico 300 grandi apparecchiature e 70 di dimensioni più piccole sono state dotate di un dispositivo GPS al fine di monitorare i loro ultimi giorni di vita. La ricerca ha evidenziato che in pratica 4 su 10 scompaiono “misteriosamente” dalla circolazione, non giungendo mai agli impianti in grado di garantirne il corretto riciclo.
Nel dettaglio, considerando che per 106 apparecchiature la localizzazione è stata interrotta nel luogo del primo conferimento o il trasmettitore è risultato mal funzionante, l’analisi è stata effettuata su un campione di 264 RAEE. Di questi soltanto 175 (il 66,3%) “sono giunti in uno degli impianti accreditati al Centro di Coordinamento RAEE, rimanendovi per un periodo di tempo sufficiente a poter essere trattati correttamente”. Invece in 12 casi (4,5%) la permanenza degli apparecchi negli impianto nell’impianto accreditato è stata troppo breve “per consentire una lavorazione plausibile, in linea con gli standard qualitativi dal Centro di Coordinamento RAEE”.
Altri 15 rifiuti (5,7% del campione), hanno raggiunto impianti registrati, ma non accreditati e quindi non tenuti formalmente a rispettare gli standard di trattamento previsti dal Centro di Coordinamento. Discorso diverso infine per gli ultimi 62 RAEE (equivalenti al 23,5%) che sono giunti in una destinazione totalmente diversa da quella prevista. Tre notebook sono stati localizzati addirittura in Senegal, Egitto e Marocco. Un flusso chiaramente illegale perché i rifiuti non sono mai transitati negli impianti autorizzati.
Un danno ambientale ed economico

E’ emerso inoltre che in alcuni casi la trasmissione si è interrotta presso zone residenziali dove la batteria dei Gps si è scaricata oppure il localizzatore è stato rilevato e messo fuori uso, mentre altri apparecchi sono stati buttati in discariche abusive o ancora consegnati ad acciaierie o attività di recupero e riciclo di metalli ferrosi senza essere, di conseguenza, lavorati.
Accanto al Sistema RAEE italiano che funziona e porta benefici al Paese c’è una zona grigia fatta anche di traffici illeciti. È necessario, affinché non vengano vanificati gli sforzi dei cittadini e dei soggetti virtuosi che operano nel settore, intensificare i controlli lungo la filiera e prevedere sanzioni più dure per chi alimenta questi flussi. ha spiegato Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion WEEE.
In Italia gli impianti accreditati al Centro di Coordinamento RAEE possono riciclare oltre il 90% in peso degli apparecchi. Quei rifiuti che “scompaiono” durante la fase di raccolta spesso finiscono nelle mani di chi li utilizza per i propri interessi, ricavando le materie più facili da estrarre nella maniera più economica, senza preoccuparsi del danno ambientale che questo atteggiamento comporta. Tutto ciò implica anche una riduzione della possibilità di riciclare le Materie Prime Seconde e le Materie Prime Critiche significative e strategiche per l’Italia.
Secondo l’ultimo report annuale del Centro di Coordinamento RAEE, la raccolta pro-capite di RAEE domestici in Italia si attesta su 6,12 kg per abitante, rispetto a un obiettivo europeo pari a 11 kg. Le stime di Erion WEEE evidenziano una mancanza di circa 400mila tonnellate, ovvero quasi 3 milioni di grandi elettrodomestici e più di 400 milioni di piccoli elettrodomestici.