Produzione e consumo della plastica: direttamente dal G7 arrivano le nuove direttive
La produzione e il consumo della plastica sono da anni oggetto di trattati e di discussione da parte dei leader mondiali. Il G7 ha riaffermato i suoi impegni in questi settori, in particolare in seguito ai dati sempre più preoccupanti.

Sebbene da anni si sia consapevoli del danno che la plastica reca all’ambiente, e di conseguenza alla salute dell’uomo, di rado si riesce a raggiungere una soluzione soddisfacente.
Si tratta di un materiale adoperato e sfruttato per la sua resistenza, ma è proprio questa caratteristica che lo rende ancora più dannoso. Il suo smaltimento prevede infatti millenni, con danni ormai sempre più evidenti.
Il suo utilizzo, con conseguente produzione consumo, è stato oggetto di discussione dell’ultimo G7, con la ricerca di uno strumento che possa essere vincolante a livello internazionale.
Produzione e consumo della plastica: gli obiettivi del G7

La plastica è quindi diventata sempre di più oggetto di interesse da parte dei leader politici delle nazioni, al punto da riaffermare il proprio impegno in merito. Proprio dinnanzi ai preoccupanti livelli attuali di produzione e consumo della plastica, il G7 ha quindi riconosciuto il suo ruolo centrale per intensificare gli sforzi per affrontare l’inquinamento.
A tal fine prevede di finalizzare entro la fine dell’anno uno strumento che sia giuridicamente vincolante a livello internazionale sull’inquinamento da plastica, che affronti l’intero ciclo di vita della plastica. La necessità nasce soprattutto in virtù delle recenti trattative dell’ONU per la definizione un Trattato globale sulla plastica hanno incontrato difficoltà, lo stesso che ha incontrato segnali di ostruzionismo da parte di alcuni paesi, come gli Stati Uniti e l’Unione Europea, sulla definizione di target vincolanti di riduzione della produzione di plastica.
Per ovviare alle opposizioni, il G7 ha aperto alla possibilità di applicare strumenti per internalizzare i costi attribuibili all’inquinamento da plastica e ha promesso di affrontare le fonti, i percorsi e gli impatti delle microplastiche, nonché di garantire una gestione ecologicamente corretta dei rifiuti di plastica. C’è tuttavia il timore che ci possa essere una virata verso soluzioni finanziarie, come i crediti di plastica, simili ai crediti di carbonio, anziché target vincolanti di riduzione della produzione di plastica.
Un futuro basato sulle soluzioni

Anche le organizzazioni ambientaliste avvertono del rischio, dichiarando come la produzione di plastica sta crescendo esponenzialmente e quanto sia necessario agire urgentemente per invertire questa tendenza. L’utilizzo di plastica ecologiche è infatti ancora troppo limitato e il corretto smaltimento del materiale è ancora poco adoperato, al punto che anche le microplastiche sprigionate dallo stesso diventano un problema per l’ambiente.
Le proposte di soluzioni devono essere quindi concrete. Tra le tante ci sono l’istituzione o il miglioramento di schemi di responsabilità estesa del produttore e il potenziamento della raccolta differenziata, per enti pubblici e privati, della selezione e del riciclo dei rifiuti di plastica.
Produzione e consumo della plastica: immagini e foto
I dati sull’inquinamento prodotto dalla plastica sono sempre più preoccupanti. Proprio in virtù di questi, il G7 ha sottolineato il suo ruolo centrale nella lotta, cercando una soluzione che possa essere adottata a livello globale.