Produzione del fossile ai minimi storici in Europa: i dati del report

Autore:
Roberta Ciervo
  • Laurea in Lingue e Culture Straniere
Tempo di lettura: 4 minuti

Nel mese di aprile la produzione di energia fossile in Europa è arrivata al di sotto del 25% per la prima volta in assoluto.

Energia
Photo by ColiN00B – Pixabay

Si parla molto spesso dei pochi passi avanti fatti verso la decarbonizzazione fissata per il 2050 con l’accordo di Parigi. Infatti, secondo gli esperti, siamo ancora lontani dal raggiungimento della tappa intermedia del 2030 per cui era stato fissato un calo del 55% delle emissioni rispetto ai livelli del 1990.

Ma, dagli ultimi dati raccolti dall’European Electricity Review di Ember, sembra intravedere dei piccoli segnali di speranza. A quanto pare, nello scorso mese di aprile, c’è stato un crollo della produzione di energia fossile. Per la precisione, il valore prodotto all’interno del mix energetico europeo è stato il 23%.

Questo è un traguardo molto incoraggiante perché rappresenta il valore più basso di sempre. Il record precedente spettava al mese di maggio dello scorso anno con il 27%.

E se la produzione diminuisce, diminuiscono anche le emissioni. Il calo registrato, in questo caso, è del 22% rispetto ai valori di aprile 2023. Se allontaniamo un po’ lo sguardo, possiamo riscontrare un calo del 18% nei primi quattro mesi del 2024 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

La cosa che rende questo fatto ancora più strabiliante è che la domanda di energia di aprile 2024 è aumentata. Quindi, se la richiesta è aumentata, mentre la produzione di energia fossile è diminuita, vuol dire che le rinnovabili stanno diventando sempre più importanti sul suolo europeo.

La rimonta del rinnovabile in Europa

Energie, Rinnovabili
Photo by andreas160578 – Pixabay

Secondo l’analisi di Ember, le fonti di energie rinnovabili hanno preso il posto del fossile nel mese di aprile 2024. Soprattutto grazie allo sforzo dell’eolico e del solare, le FER hanno generato il 34% dell’elettricità. Con l’aggiunta dell’idroelettrico, è stato coperto il 54% della domanda energetica sul suolo dell’UE.

In particolar modo, il settore idroelettrico sembra attraversare un periodo di rinascita. Dopo anni di caldo e siccità, la produzione è aumentata del 28% rispetto all’aprile dello scorso anno, aumentando il suo contributo all’interno del mix energetico dal 12,3% al 15,7%.

Per quanto riguarda l’energia solare e l’energia eolica, la produzione mensile è arrivata a 68 TWh, un record impressionante. Per mettere questi numeri in prospettiva, si parla di una produzione maggiore dell’intera domanda annua di elettricità della Repubblica Ceca o dell’Austria. Su tutto il suolo europeo, l’eolico e il solare hanno ricoperto il 62% per quanto riguarda la produzione di energia pulita.

Ovviamente, è ancora troppo presto per cantare vittoria. Nonostante ciò, secondo Ember, i numeri registrati dimostrano

un cambiamento consolidato, in quanto la transizione elettrica in Europa continua ad avanzare.

Il declino del fossile negli Stati Membri dell’UE

Energia, Fossile
Photo by geralt – Pixabay

I risultati del report di Ember dimostrano come il declino di combustibili fossili nel 2024 non sia omogeneo fra tutti gli Stati dell’Unione.

Infatti, nella top 10 delle Nazioni europee, primeggia fra tutte la Germania con un calo del 26% (-4,8 TWh), creando uno stacco netto. Solo la Germania ha coperto il 32% del calo totale.

Segue l‘Italia con -2,2 TWh, contribuendo così per il 15% sulla percentuale totale. Successivamente ci solo Spagna (-1,5 TWh), Francia (-1,1 TWh), Paesi Bassi e Belgio (-1 TWh), Repubblica Ceca (-0,9 TWh) e, in fine, Austria, Polonia e Bulgaria (-0,4 TWh).

Per quanto riguarda il resto dell’Unione, il taglio totale ammonta a -1,1 TWh.