Prescrizione Tari: in quali casi non va pagata
Il termine di Tari decaduta fa riferimento alla prescrizione della tassa sui rifiuti, e permette di essere esenti dal suo pagamento. Ecco quando si verifica questo particolare caso di esenzione, e cosa bisogna fare in caso si rientri in questa casistica. Il consiglio generale però, rimane quello di pagare la Tari regolarmente quando si riceve.

I cittadini italiani si stanno avvicinando al periodo dell’anno in cui si deve pagare la Tari, la Tassa sui rifiuti. Questa viene calcolata in base alle dimensioni della casa che si possiede e ai suoi abitanti. Non si può sfuggire alla Tari, ma esiste un caso in cui questa decade e si può essere esentati dal pagamento. Si tratta del caso della cosiddetta Tari decaduta, che riguarda solamente alcuni cittadini.
Per verificare se si rientra nella casistica della Tari decaduta, è bene controllare tutti i documenti, e solo successivamente si può avviare la procedura che consente di non pagarla più. Ecco come funziona, quali sono i parametri in cui rientrare e come bisogna fare per ottenere l’esenzione dal pagamento della Tari.
Tari decaduta

Come anticipato, quella della Tari decaduta è una materia particolare. Si tratta, infatti, di una casistica dove è meglio non trovarsi, ma che se si rientra in determinati parametri, può permettere di non pagare la tassa sui rifiuti. La Tari decaduta è, infatti, una tari soggetta a prescrizione legale. Questo vuol dire che per un tot. di anni non è stato pagato l’importo richiesto, e che per un tot. di tempo non si sono ricevuti solleciti di pagamento. Andiamo però un pò più a fondo della questione.
Quando si riceve il bollettino con la Tari da pagare e non si salda il debito, partono i solleciti da parte del Comune di residenza. Questi prevedono il pagamento della Tari dovuta, con l’aggiunta di una mora per il ritardo. Se questi solleciti però non arrivano, o smettono di arrivare, per un periodo superiore ai 5 anni, non si è più obbligati a pagare l’importo richiesto. Questo è il caso specifico in cui si parla di Tari decaduta. Per ottenere l’annullamento del debito però, non basta non ricevere comunicazioni per 5 anni, ma si deve avviare una procedura ufficiale presso il proprio Comune di residenza.
La procedura da seguire

Rientrare nel caso della prescrizione della Tari, quindi, implica il non aver saldato un debito (cosa sempre e comunque da evitare). Se però il Comune non sollecita il pagamento per più di 5 anni (10 se viene avviata una procedura giudiziaria), il debito cade in prescrizione e l’ente locale non ha più alcun diritto a ricevere la somma. Per formalizzare la decadenza della Tari, si deve presentare un’istanza di autotutela al Comune entro 60 giorni dal ricevimento dell’avviso che ha superato i termini della prescrizione, in cui si chiede lo sgravio del tributo.
La Tari solitamente si può pagare in diversi modi:
- in un’unica soluzione,
- in due rate di pari importo,
- in quattro rate di pari importo.
Quindi il debito, i solleciti e il decadimento possono riguardare sia il tributo nella sua interezza, che solo una parte, in base a cosa si è saldato e cosa no. Per non rischiare di sbagliare però, è sempre consigliabile rivolgersi ad un legale o ad un consulente fiscale. L’IMU e la Tari sono due tasse che fanno sorgere sempre parecchi dubbi, e anche parecchie controversie con il proprio Comune. Conoscerne tutti gli aspetti è quindi fondamentale per non avere problemi. Per riuscire a pagare meno, inoltre, quest’anno si può usufruire del Bonus Tari 2025.