Più il ghiaccio si scioglie, più la criosfera ne risente
Tra le conseguenze del cambiamento climatico e del riscaldamento globale rientra lo scioglimento dei ghiacciai, una situazione ormai allarmante sulla quale bisogna intervenire immediatamente.

Mentre la Groenlandia perde 30 milioni di tonnellate di ghiaccio ogni ora, nel resto del mondo sono sempre più le località che potrebbero presto sperimentare l’innalzamento del livello del mare o la perdita di risorse idriche che metterebbero a rischio la sopravvivenza della popolazione. E tutto questo perché la criosfera, cioè l’insieme dei ghiacci presenti sulla Terra, sta subendo danni irreversibili.
Cosa dice il nuovo Rapporto sullo Stato della Criosfera 2024
Pubblicato dall’International Cryosphere Climate Initiative (ICCI) e presentato alla Cop29 di Baku, il nuovo Rapporto sullo Stato della Criosfera 2024 lancia l’allarme: la perdita di ghiaccio marino, sempre più importante, è la diretta conseguenza del superamento del limite di 1,5°C fissato dall’Accordo di Parigi.
I danni sono sotto gli occhi di tutti: se le Alpi europee sono ormai ridotte allo stremo, la calotta glaciale della Groenlandia sta arrivando a perdere addirittura 30 milioni di tonnellate di ghiaccio ogni ora, fenomeni che fino a pochi anni fa non si sarebbero neanche potuti immaginare.
Tra l’altro, più il permafrost si scioglie, più le regioni artiche emettono carbonio ed entrambi gli oceani polari mostrano un’acidificazione progressiva che, alla lunga, potrebbe causare danni alla pesca regionale di merluzzo e salmone.
Tutto il mondo è a rischio
All’intero del rapporto si evidenziano altre conseguenze finora sottovalutate: per esempio, c’è il rischio che le calotte glaciali di Antartide e Groenlandia possano rallentare importanti correnti oceaniche a entrambi i poli, con impatti devastanti sull’Europa settentrionale e sulla costa orientale degli Stati Uniti, con bruschi cali delle temperature e un maggiore innalzamento del livello del mare.
Ancora una volta, così come emerso a Baku in occasione di Cop29, è necessario ridurre le emissioni di CO2 perché il loro aumento potrebbe comportare l’incremento di circa 3°C entro la fine del secolo. E lo scenario previsto è a dir poco allarmante.
Particolarmente esplicative le parole di Regine Hock, autrice del Rapporto e glaciologa:
I drastici cambiamenti che stiamo osservando nella criosfera – mentre le regioni montuose e a valle di tutto il pianeta stanno subendo inondazioni, siccità e frane – forniscono argomenti più che convincenti a favore di un’azione climatica immediata.

Andando avanti così, sarà sempre più difficile per alcune città e regioni adattarsi alle nuove condizioni climatiche. Gli impatti della perdita di criosfera sono già abbastanza evidenti e sempre più persone iniziano a risentirne. Esiste già, per esempio, una lista delle città che non potranno più ospitare le Olimpiadi proprio perché diventeranno invivibili ed è, quindi, fondamentale salvare la criosfera per salvare l’umanità intera.