Più foreste contro la crisi climatica: lo studio di Nature
Uno studio apparso sulla nota e autorevole rivista scientifica Nature rivela che per combattere la crisi climatica basterebbe ripristinare le foreste globali, in modo da limitare la presenza di anidride carbonica in eccesso, responsabile dell’effetto serra. Sarà vero?
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Basta piantare più alberi per contrastare la crisi climatica? Ci sono pareri contrastanti, ma pare che sia la soluzione ideale per contrastare le emissioni di carbonio in eccesso. Lo studio pubblicato su Nature evidenzia che a causa della deforestazione, gli alberi rimasti non sono in grado di assorbire le sostanze nocive.
Lo studio dell’autorevole rivista scientifica evidenzia una stima: il ripristino delle foreste globali, comprese quelle coinvolte nella deforestazione, contribuirebbe all’aumento della capacità di assorbimento di anidride carbonica di 22 volte superiore delle emissioni totali.
Foreste globali e cambiamento climatico, la soluzione di Nature

Lo studio ha inoltre stimato la capacità di assorbimento del carbonio in tutte le foreste a livello mondiale. Insomma, in assenza di interventi umani, le foreste sarebbero in grado di stoccare 328 miliardi di tonnellate in più dei livelli attuali. Ovviamente, la stima non ha tenuto conto delle aree oggi dedicate ad uso agricolo e alle zone in cui ormai sorgono centri urbani definiti. Togliendo questi terreni, si stima uno stoccaggio di 226 GT di CO2. Pertanto, gli studiosi lanciano l’allarme: preservare foreste, boschi e in generale gli alberi potrebbe far diminuire del 61% la presenza di emissioni di carbonio eccessive. Il 39% restante potrebbe essere potenziato con il ripristino delle foreste di lunga crescita o con la salvaguardia di determinati ecosostemi.
Del resto, il disboscamento e la deforestazione sono i principali fautori del cambiamento climatico. Eliminando gli alberi utili per assorbire anidride carbonica, la Terra si surriscalda, innescando il riscaldamento globale. Si può monitorare la situazione grazie ai satelliti e agli studi costanti degli esperti in biodiversità e ambiente per avere un quadro generale. Solo così possiamo capire come comportarci ed impedire che i gas serra decretino la nostra fine.
Foreste globali gestite dai locali per combattere le emissioni in eccesso
Gli scienziati mettono in evidenza un ulteriore problema derivato dalle monocolture. Spesso si usa questa pratica, non pensando alle conseguenze per terreno e ambiente in generale. Sarà fondamentale pertanto garantire un’adeguata biodiversità. Avendo foreste globali diverse dal punto di vista biologico, il potenziale dell’assorbimento delle sostanze nocive in eccesso potrebbe aumentare del doppio. Per questo motivo, si punta molto sulle comunità locali. Non è un fatto di ripiantare alberi in massa per avere la coscienza pulita e pretendere che il sistema funzioni.
Le risorse per promuovere la biodiversità e monitorare lo stato delle foreste globali dovrebbero essere date alle comunità locali, agli operatori agricoli e agli abitanti di un dato territorio. La conoscenza del luogo, oltre che dei rischi derivati dal cambiamento climatico, sono due buone ragioni per coinvolgerli direttamente.
I danni derivati dalla deforestazione sono notevoli dal punto di vista globale. Secondo un recente rapporto del Global Carbon Budget, le emissioni eccessive sono raddoppiate in appena due anni di monitoraggio e sarà sempre peggio se non si interverrà in modo tempestivo. Pertanto, ci si aspetta che vi possano essere azioni atte a incentivare politiche ambientali efficaci per contrastare il fenomeno.