Piante a rischio estinzione: l’allarme arriva da Pisa

Autore:
Domenico Papaccio
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Dall’università di Pisa arrivano le risposte decisive per salvaguardare dall’estinzione di flora e fauna. Si contano fino ad ora circa due milioni di speciedi piante che potrebbero scomparire definitivamente a causa del climatic change. 

Piante, Aridità
Photo by daeron – Pixabay

L’importanza di salvaguardare il verde e gli annessi spazi, non solo per le nostre città ma per l’intero pianeta Terra trova sempre voci più frequenti. Se innumerevoli sono gli studi lanciati dal mondo scientifico che parlano dei contributi che le piante arrecano al clima urbano, a dare manforte arrivano buone nuove.

A contrastare l’azione dei cambiamenti climatici sulla vegetazione e le colture, con variazioni e perdite anche per la nostra alimentazione è giunta la risposta da parte della scienza ecologica. Proprio l’eccellenza della ricerca universitaria nostrana ha segnato un nuovo punto nel processo di risoluzione di una delle problematiche più gravi del climatic change come la perdita e l’estinzione della flora e della fauna. 

Si conta che ad oggi, stime alla mano che circa due specie vegetali su cinque sul pianeta Terra sono minacciate dal rischio d’estinzione. Un dato rilevante che impone una riflessione urgente sulle ripercussioni climatiche su noi e cosa ci sta attorno. In molti paesi asiatici, come nel caso del Bangladesh e dell’India si è ricorsi a iniziative per salvaguardare la conservazione, come programmi di piantumazione e cura degli animali in pericolo e in via di estinzione.

Allo stesso tempo, larghe manovre anche nel nostro paese stanno cercando di arginare tale ostacolo, in particolare ridando vita a foreste e boschi.

Pisa, studio contro l’estinzione delle piante

Innesto, Piante
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Una nuova frontiera per vincere la perdita e l’estinzione di vegetazione e biodiversità arriva dall’Università di Pisa, precisamente dal Dipartimento di Biologia della Normale. Nell’eccellenza accademica toscana è stato varato un nuovo studio, coordinato da un team di ricerca guidato dal docente Angelino Carta, allo scopo di stilare una banca di piante e semine da conservare e preservare. 

Una novità che permetterà di catalogare e sfruttare quelle già stipate attraverso un metodo innovativo. Come illustra lo studio alla base degli interventi di conservazione e di analisi vi è la rilevanza evolutiva delle piante, cioè capacità di adattamento a temperature, a nuovi terreni e a cambiamenti idrici.

Questa soluzione come si vede permette di ottimizzare le collezioni di semine già esistenti, includendo man mano specie rare o poco rappresentate ma parimenti fondamentali per la diversità della vegetazione del Vecchio Continente. Una frontiera che ha raccolto già il plauso del mondo accademico internazionale.

Una mossa contro l’estinzione della flora

Lo studio ha trovato eco prestamente nell’ambito scientifico ed ecologico internazionale. Dalla pubblicazione sulla rivista scientifica New Phytologist, ha trovato il coinvolgimento di scienziati e dei ricercatori d’oltralpe. A partire dalla Stazione Biologica di Doñana in Spagna e dagli Orti Botanici di Ginevra, fino ai laboratori del Meise e di Kew Gardens l’accoglienza è stata calorosa.

Questa nuova strategia, infatti, permette di congliere in fieri lo stato di salute e il monitoraggio sull’evoluzione della flora e della vegetazione in Europa. Lo studio rileva che attualmente sono custodite nelle banche dei semi europee solo una parte minuscola della diversità evolutiva complessiva della flora per un totale tra il 43,29% e il 66,40% del potenziale massimo di piante. Questo significa che larga parte significativa della storia evolutiva delle piante europee non è ancora protetta.

Pisa: foto e immagini