Pesci tropicali verso acque più fresche, ma corrono il rischio di estinguersi
Diverse specie tropicali fuggono dal freddo inseguendo le correnti fresche dei poli, ma rischiano l’estinzione.

Parlando di cambiamenti climatici, il rischio più comune è quello di volgere l’attenzione unicamente su eventi estremi che portino a temperature troppo calde, dimenticandoci però che essi possono coinvolgere anche freddo e gelo, condizioni responsabili di danni gravi agli ecosistemi, soprattutto quelli marini.
Quando l’acqua è troppo calda

Il cambiamento climatico può impattare anche attraverso repentini abbassamenti di temperature, un tema ampiamente approfondito da uno studio recentemente pubblicato dalla rivista Nature Climate Change, che sposta appunto il focus su particolari specie tropicali che, fuggendo da temperature troppo alte, seguono correnti più fresche, rischiando di imbattersi in gelo e danni irreversibili.
Negli ultimi decenni stiamo assistendo ad un vero è proprio “travaso” di biodiversità, lo afferma anche un ulteriore studio pubblicato da PNAS che mostra come sempre più specie tropicali stiano prediligendo i poli, alla ricerca di temperature meno calde.
Lo studio sottolinea che questa migrazione di massa non è un evento senza precedenti: circa 250 milioni di anni fa, al termine del Permiano – periodo geologico facente parte dell’era Paleozoica – a causa di un improvviso aumento di 10°C della temperatura, diverse specie decisero di muoversi verso acque più fredde.
Una scelta azzardata che portò all’estinzione del 90% delle specie marine allora esistenti sul Pianeta.
Perché l’estinzione?
L’arrivo di una nuova specie all’interno di un ecosistema ne stravolge gli equilibri: subentrano nuovi predatori e le specie più invasive ed aggressive tendono a soffocare quelle locali e a portare, nei peggiori casi, al totale collasso del sistema.
Acqua fredda dai fondali oceanici
Quando parliamo di repentini abbassamenti di temperatura ci riferiamo a possibili correnti che possono causare danni alle specie in cerca di condizioni di vita favorevoli.
Nel 2021, per esempio, lungo la costa sudafricana sono comparsi, nel giro di un tempo assai breve, centinaia di cadaveri di squali e altri pesci marini. La causa? Un violento evento di upwelling ovvero un particolare fenomeno che si verifica quando le correnti oceaniche portano acqua fredda dai fondali verso la superficie.
Generalmente le correnti di upwelling portano a condizioni favorevoli, tra cui un aumento del plancton e di nutrienti, ma a causa del riscaldamento globale ciò non sempre avviene.
Una corrente upwelling può uccidere
Le correnti upwelling, se particolarmente violente ed intense, possono causare danni agli ecosistemi marini tra cui:
- la morte di pesci, mammiferi marini e altri organismi sensibili alle variazioni di temperatura e di nutrienti;
- l’aumento dei nutrienti può portare a fioriture algali nocive, che possono danneggiare ulteriormente l’ambiente marino fino a minacciare la salute umana.
Di che morte morire…?
Considerando le premesse fatte, è davvero complicato per diverse specie marine, sopravvivere e la scelta potrebbe diventare quasi impossibile: restare tra acque calde invivibili, oppure spingersi verso zone più fresche correndo il rischio di correnti troppo fredde.
In un ambiente già stressato dalle crescenti temperature globali e dalla perdita di habitat, gli eventi di upwelling possono rappresentare una minaccia aggiuntiva per la sopravvivenza di molte specie marine.
La biodiversità di mari e oceani è in pericolo e ciò sottolinea l’importanza di monitorare e comprendere meglio gli effetti dei cambiamenti climatici sull’ecosistema marino, adottando misure per proteggere e preservare la vita negli oceani.
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