Perdite di microplastiche: un nuovo regolamento per le aziende previene il problema

Autore:
Fabiola Criscuolo
  • Giornalista
Tempo di lettura: 3 minuti

Spesso sottovalutato, il problema delle perdite di microplastiche impatta sull’inquinamento mondiale quasi quanto le plastiche più tradizionali. Il Parlamento Europeo ha così approvato un regolamento volto alla prevenzione, grazie al controllo su tutta la catena.

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L’inquinamento da plastiche è ormai riconosciuto a livello mondiale e, a questo proposito, sono diversi gli interventi che si stanno adottando per ridurre il suo consumo o per operare un corretto smaltimento. Non si deve però dimenticare il problema derivante dalla perdita di microplastiche, ovvero tutti quei microgranuli provenienti dalle diverse aziende e spesso anche dalla filiera di smaltimento della plastica stessa.

Con l’obiettivo di evitare queste perdite, il Parlamento Europeo ha approvato un regolamento che richiede alle imprese di prevenire sul problema, attraverso un maggiore controllo su tutta la catena di approvvigionamento. Una proposta accettata quasi all’unanimità e che si pone l’obiettivo di entrare in vigore quanto prima.

Perdite di microplastiche: maggiore controllo delle aziende

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Solo nel 2019 si stima siano state disperse tra le 52.140 e le 184.290 tonnellate di microplastiche nell’ambiente in tutta l’Unione Europea. Altro dato allarmante è quello che dimostra la grande quantità di granuli prodotti e gestiti. Sebbene si tratti di particelle di piccole dimensioni, queste provocano danni immensi, paragonandosi in tutto e per tutto all’inquinamento dovuto dalle plastiche.

È proprio allo scopo di annullare il problema che il Parlamento ha accettato il regolamento sulle microplastiche, che prevede l’adozione, da parte delle aziende, di nuove misure per prevenirne le perdite e intervenire tempestivamente in caso di incidenti.

Il regolamento prevede che si attui un piano di valutazione del rischio per ogni impianto che gestisce oltre le 1000 tonnellate di granuli al fine di intervenire poi nel minor tempo possibile. Le imprese dovranno adottare le misure previste in tempi celeri, che variano in base alle dimensioni;

  • 2 anni dall’entrata in vigore definitiva se di grandi dimensioni,
  • 3 anni per medie imprese
  • 5 anni per quelle più piccole.

Un’altra proposta è poi quella di etichettare i contenitori di stoccaggio e trasporto in modo opportuno, con un pittogramma specifico e informazioni sul pericolo. L’obiettivo, in questo caso, è quello di aiutare a identificare e gestire in modo appropriato i materiali.

Una sfida da raccogliere

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Il Regolamento si è reso necessario in seguito alla consapevolezza di quanto questo materiale possa essere davvero dannoso. Si tratta tuttavia di una sfida ambiziosa che potrebbe risultare più grande di quanto si pensi.

Le microplastiche sono infatti prodotte da diverse filiere, come quelle del settore cosmetico e tessile, dove i granuli sono dispersi ogni giorno a causa dei sistemi di filtraggio non sufficienti. Lo stesso settore del riciclo, a oggi considerato quello più valido, comporta una rilevante perdita di microplastiche, trasformando la soluzione in un ulteriore problema. È proprio al fine di intervenire su questo che l’Unione Europea ha deliberato per un controllo che parta dal principio.

Perdite di microplastiche: immagini e foto

Approvato al Parlamento Europeo il Regolamento sulla gestione delle microplastiche da parte delle aziende. Lo scopo è quello di intervenire su tutta la catena evitando la dispersione di granuli e il conseguente inquinamento.