Perché si formano le trombe d’aria?

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 4 minuti

Tra gli effetti del cambiamento climatico ci sono anche le trombe d’aria che, soprattutto nell’ultimo periodo, si stanno verificando anche nel Mediterraneo con conseguenze devastanti. Ma perchè si formano?

Tornado
Photo by yasioo – Pixabay

Gli eventi climatici estremi sono sempre più frequenti. Dopo grandinate, temporali, ondate di calore e notti tropicali, l’Italia sta dovendo affrontare anche l’arrivo delle trombe d’aria che, dalla Sardegna alla Sicilia, creano scompiglio e, nel peggiore dei casi, provocano la morte.

Il caso dello yacht Bayesian è solo l’inizio

Un recente fatto di cronaca ha avuto come protagonista lo yacht Bayesian, affondato poco distante dalla costa di Porticello, in Sicilia, dopo essere stato travolto in pieno da una tromba d’aria marina. Ma altri piccoli tornado si sono verificati anche in altri luoghi della penisola, dalla Campania alla Sardegna, e stanno diventando sempre più frequenti.

E se le previsioni fornite dai meteorologi indicano un aumento della pressione atmosferica, che porterò sole e stabilità su gran parte del Paese con temperature intorno ai 30-32°C, bisogna fare molta attenzione al fenomeno trombe d’aria.

Come si formano le trombe d’aria e il collegamento con il cambiamento climatico

Le trombe d’aria, così come le trombe marine, hanno una caratteristica forma a imbuto all’interno della quale i venti vorticano a una velocità impressionante. Le seconde sono meno violente delle prime, ma possono comunque provocare danni e vittime. La loro origine risiede in un tipo di nuvola, chiamata “funnel cloud”, che si tramuta in tromba d’aria o marina non appena tocca l’acqua o il suolo.

La formazione delle trombe d’aria o marine è strettamente collegata agli effetti del cambiamento climatico, in particolare al surriscaldamento delle acque che ha una duplice conseguenza: se, da un lato, il mare evapora di più, dall’altro le molecole di vapore acqueo stanno alla base della formazione delle nubi composte da vapore d’acqua condensato in acqua liquida o addirittura ghiaccio. Ciò significa che a una maggiore evaporazione corrisponde a una crescente quantità di “materiale” per formare quelle nubi da cui cade la pioggia.

Non solo, perché il mare trasferisce più calore (e quindi più energia) nell’atmosfera e quest’ultima, per la legge della termodinamica, scarica inevitabilmente e violentemente questa energia in più sul territorio attraverso venti forti e piogge intense.

I tornado sono ovunque

Gli effetti del riscaldamento dei mari sono evidenti un po’ ovunque: basti pensare che nell’Oceano Atlantico, negli ultimi 40 anni, gli uragani più violenti sono aumentati del 15%. Nel 2012, a Taranto, un tornado ha causato un morto e 60 milioni di danni. Insomma, nessun luogo della Terra è ormai al sicuro, anzi: più passa il tempo e più il fenomeno degli uragani diventerà all’ordine del giorno.

Tornado
Photo by maja7777 – Pixabay

E non bisogna dimenticare che il surriscaldamento globale non causa solo l’innalzamento del livello del mare e l’aumento della sua temperatura (nel Mediterraneo si registrano temperature record di 30°C), ma mette anche a rischio molte specie acquatiche, come i pesci tropicali che vanno alla continua ricerca di acque più fresche per evitare l’estinzione.

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