Nuove sanzioni contro i crimini ambientali: reclusione fino a 10 anni

Autore:
Carmine Caruso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Dando seguito all’accordo raggiunto con il Consiglio nello scorso mese di novembre, il Parlamento europeo, con 499 voti favorevoli, 100 contrari e 23 astensioni, ha approvato in maniera definitiva nuove misure e sanzioni per combattere i crimini ambientali.

crimini ambientali sanzioni
Photo by Pexels – Pixabay

I reati contro l’ambiente, collegati  soprattutto a smaltimento e commercio di rifiuti, inquinamento e sfruttamento illecito di fauna e flora selvatiche, rappresentano una fonte di reddito notevole per la criminalità organizzata, insieme a traffico di stupefacenti, traffico di armi e tratta di esseri umani.

L’Ue ha quindi deciso di rafforzare l’azione di contrasto contro questo “sistema”, inserendo nella propria legislazione nuovi reati che costituiscono un danno per l’ambiente.

Nuove sanzioni contro i crimini ambientali: reclusione fino a 10 anni

crimini ambientali sanzioni
Photo by Ylvers – Pixabay

Tra i nuovi reati sono presenti  il commercio illegale di legname, l’esaurimento delle risorse idriche, le gravi violazioni della legislazione dell’Ue in materia di sostanze chimiche, e l’inquinamento provocato dalle navi. Inoltre, sono stati inseriti nel testo anche i cosiddetti “reati ambientali qualificati”, ossia quelli che portano alla distruzione di un ecosistema e sono quindi paragonabili all’ecocidio (ad esempio gli incendi boschivi su ampia scala o l’inquinamento diffuso di aria, acqua e suolo).

A seconda della gravità, nel caso di reati ambientali commessi da persone fisiche e rappresentanti d’impresa, è previsto un massimo di pena pari a 8 anni di reclusione, che diventano 10 in presenza di vittime. Per tutti gli altri tipi di reati ambientali, invece, la detenzione massima prevista sarà di 5 anni.

Inoltre, i trasgressori saranno obbligati a ripristinare l’ambiente deturpato e a risarcire i danni causati. Le sanzioni pecuniarie variano a seconda dei casi: per le imprese l’importo potrà essere pari al 3 o 5 % del fatturato annuo mondiale o, in alternativa, a 24 o 40 milioni di euro. Gli Stati membri potranno anche decidere se perseguire i reati commessi al di fuori del loro territorio.

Sostegno e assistenza legale per chi denuncia

crimini ambientali sanzioni
Photo by Mdesigns – Pixabay

All’interno del testo sono stati anche introdotti sostegno e assistenza nel caso di procedimenti penali nei confronti di chi denuncia i reati commessi contro l’ambiente, i cosiddetti “whitleblower”.

Infine, gli Stati membri saranno obbligati a organizzare corsi di formazione specializzati per forze dell’ordine, giudici e pubblici ministeri, a redigere strategie nazionali e a mettere in atto campagne di sensibilizzazione contro la criminalità ambientale.

È giunto il momento che la lotta alla criminalità transfrontaliera assuma una dimensione europea, con sanzioni armonizzate e dissuasive che impediscano nuovi reati ambientali  Con questo accordo, chi inquina paga. Ma non solo: è anche un enorme passo avanti nella giusta direzione. Qualsiasi dirigente d’impresa responsabile di provocare inquinamento, infatti, potrà essere chiamato a rispondere delle sue azioni, al pari dell’impresa. Con l’introduzione del dovere di diligenza, poi, non ci sarà modo di nascondersi dietro a permessi o espedienti legislativi.

ha commentato il relatore, Antonius Manders.

Grande soddisfazione anche da parte di Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, che ha dichiarato.

Oggi per l’ambiente è una gran bella giornata. La direttiva europea sui crimini ambientali approvata oggi dal Parlamento Europeo,  contiene nuovi illeciti, a cominciare dalla definizione di ecocidio, un inasprimento delle sanzioni, maggiori tutele per chi denuncia e, come proposto da Legambiente, l’impegno di facilitare l’accesso alla giustizia per le associazioni. Un passo importante a livello europeo per il contrasto e la lotta alle illegalità ambientali che consentirà di rafforzare nel nostro Paese quanto già previsto dal 2015 grazie all’introduzione dei delitti contro l’ambiente nel Codice penale. Anche per questa ragione l’Italia può dare il buon esempio, diventando il primo Stato europeo a recepire la nuova direttiva.

La nuova direttiva entrerà in vigore venti giorni dopo l’avvenuta pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione. Gli Stati membri avranno poi 24 mesi di tempo per recepire le norme nel diritto nazionale.

Nuove sanzioni contro i crimini ambientali: foto e immagini