Non solo terra: desertificazione colpisce anche gli oceani
La desertificazione sembrava colpire solo le terre e i campi ma non è così. Anche i fondali di mari ed oceani sono soggetti ad un terribile processo di impoverimento che negli ultimi tempi con il climatic change è pressappoco raddoppiato e sempre più rapidamente aggressivo. Un rischio che climatico ed ambientale che colpisce l’intero pianeta Terra.

Desertificazione, cos’è?
Parlare di desertificazione ci porta ad immaginare i campi aridi battuti dal sole. Eppure questo fenomeno climatico ed ambientale è sempre più presente nei nostri ecosistemi. Spesso mostrando un quadro più complesso. La desertificazione in particolare del suolo ci mostra distese un tempo verdi, oggi ormai spremute e devitalizzanti.
La perdita di fertilità del suolo, come delle sostanze minerali necessarie per la riproduzione della vita vegetale e naturale porta alla stagnazione dello stesso ciclo vitale. Un fenomeno che è ben evidente anche nel nostro stivale, dove nelle zone della Pianura Padana, oppure nell’entroterra siciliano. Su vasta scala possiamo vedere come dalle pampas argentine fino alle dry farms made in Usa, la corsa della desertificazione del terreno è ben vivida, a causa di sfruttamento del suolo agricolo selvaggio e il ricorso a deterrenti chimici che, a lungo andare, impoveriscono le capacità di riproduzione e sussistenza del suolo.
Eppure ad essere colpito non è solo il terreno emerso ma anche i fondali di mari ed oceani, sempre più ridotti alla sopravvivenza della sua flora e fauna.
Desertificazione di mari ed oceani

Il fenomeno della desertificazione del suolo colpisce anche i nostri mari ed oceani. Una problematica spesso messa in secondo piano ma che negli ultimi tempi è tornata fortemente alla ribalta. Le ripercussioni del climatic change più evidenti, come l’innalzamento del livello delle acque, correlate ad un surriscaldamento delle stesse, con temperature impressionanti ha riportato la necessità di fare un focus su tale emergenza.
Un crescente impoverimento del suolo marino ed oceanico sta avanzando in maniera aggressiva, con un raddoppiamento nell’arco di un ventennio della sua biodiversità. Vediamo infatti che la superficie marina e soprattutto oceanica depauperata di nutrienti necessari al mantenimento della biodiversità è cresciuta dal 2,4% al 4,5% del totale globale. Questo dato ci mostra in modo evidente che questa tipologia di desertificazione costituisce una problematica crescente per gli ecosistemi nonché per il clima del pianeta Terra.
A dar certificazione alla questione è lo studio in merito, edito sulla rivista scientifica Geophysical Research Letters. Le ricerche sono state condotte dal Laboratorio ENEA Modelli e Servizi Climatici, in collaborazione con l’ISMAR-CNR e il laboratorio cinese SOED.
Cosa ci dice lo studio
Dallo studio condotto da ENEA, la desertificazione risulta particolarmente evidente nelle aree dell’Oceano Pacifico settentrionale. In questo perimetro ogni anno scompaiono 70mila km² di acque nutrienti. Questo fattore è ascritto alle modifiche ambientali e climatiche in corso, entro cui si avalla una forte incidenza del riscaldamento globale.
Le ripercussioni infatti andrebbero a pesare sul ruolo e sulla funzione del fitoplancton, alla base della catena alimentare marina e vettore climatico importante per la sua capacità di assorbimento delle emissioni CO₂. I ricercatori hanno osservato come vi sia un sostanziale calo della clorofilla, segnale negativo per lo stato di salute della produttività degli oceani.
Desertificazione oceanica: foto e immagini