Nel 2050 non ci sarà più acqua pulita? Un nuovo studio lancia l’allarme.
Non solo attuare politiche sul problema della scarsità idrica, ma considerare seri provvedimenti sulla qualità dell’acqua: è il monito lanciato dagli scienziati autori di un recente studio sulla sicurezza idrica.
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Che la sicurezza idrica sia purtroppo sempre meno garantita oggigiorno, non è una novità. Sempre più spesso giungono notizie di intere parti del mondo costrette a prendere provvedimenti anche severi in quanto tra riscaldamento globale e siccità, l’acqua rischia di non essere (più) a disposizione delle persone.
Non solo mancanza di acqua influenzata dai cambiamenti climatici: altro problema da affrontare è relativo alla qualità dell’acqua che rimane disponibile.
L’uso sicuro dell’acqua è infatti un altro punto cruciale da esplorare, ed è proprio ciò che si è impegnato a fare il team di studiosi nella recente ricerca pubblicata su Nature Communications.
Nel 2050 mancherà l’acqua pulita? Il monito della scienza

I risultati della ricerca recentemente condivisa sull’importante rivista scientifica Nature Communications effettuata da un team di scienziati guidato dall’Università di Wageningen (Paesi Bassi) dimostra come nel 2050, un terzo dei sotto bacini fluviali globali potrebbe non avere a disposizione acqua pulita; la ragione principale di tale rischio è da attribuire all’inquinamento da azoto:
Oggi è in gioco la sicurezza idrica. Mentre i cambiamenti climatici influenzano la disponibilità di acqua, l’urbanizzazione e le attività agricole hanno portato ad un aumento della domanda di acqua e all’inquinamento, limitando l’uso sicuro dell’acqua. Abbiamo condotto una valutazione globale della futura scarsità di acqua pulita per il 2050, aggiungendo l’aspetto dell’inquinamento idrico alle classiche valutazioni della scarsità indotta dalla quantità di acqua.
Così si apre la ricerca, chiarendo come l’inquinamento da azoto sia principalmente dovuto all’urbanizzazione e all’agricoltura .
Lo studio, che si è posto come obiettivo quello di “valutare la futura scarsità globale di acqua pulita nel 2050 in base ai cambiamenti climatici e socioeconomici” parla chiaro: se non si cambia direzione, sarà impossibile raggiungere l’obiettivo di fornire acqua pulita a tutti (uno degli Obiettivi di sviluppo sostenibile – SDG – delle Nazioni Unite per il 2030).
I dettagli della ricerca: un futuro “pericoloso”

Attraverso l’analisi di più di 10.000 sotto bacini fluviali globali, il team internazionale di ricercatori ha potuto dimostrare quanto l’inquinamento da azoto sia aumentato drasticamente; tra l’altro in sistemi di bacini fluviali aventi acqua con una risaputa bassa qualità.
Ciò sta a significare che l’inquinamento idrico aggrava la scarsità d’acqua. Attualmente sono più di 2000 i sotto bacini ad avere tale situazione, ma ciò che più preoccupa è l’andamento futuro.
Stando a quanto emerge infatti, l’inquinamento da azoto triplicherà il numero di sotto bacini con scarsità d’acqua (saranno dunque addirittura fino a 3.061 i sotto bacini con scarsità di acqua pulita entro il 2050):
Questo aggravamento significa 40 milioni di km quadrati in più di area del bacino e 3 miliardi di persone in più che potrebbero potenzialmente affrontare la scarsità d’acqua nel 2050.
Riportano gli studiosi. Un’ennesima dimostrazione di quanto bisogno vi sia di perseguire seriamente gli obiettivi di sviluppo sostenibile, ponendo il tema della qualità dell’acqua in una posizione di centralità; e se le proiezioni degli studiosi non dovessero bastare, è la realtà a dovere stimolare all’azione.
Negli ultimi mesi specialmente, le notizie di scarsità idrica, siccità e dei Paesi che hanno dovuto razionare l’acqua sono all’ordine del giorno ed è necessario intervenire, per l’oggi ma soprattutto per il domani.