Nature Restoration Law: a rischio l’approvazione definitiva?
Mancava meno dell’ultimo miglio per l’approvazione definitiva della Nature Restoration Law, la Legge sul ripristino della natura dell’Ue, ma l’opposizione di alcuni Stati membri, tra cui l’Italia, ha rimesso tutto in discussione.

La Nature Restoration Law si è fermata a pochi metri dal traguardo. Nei giorni scorsi è infatti saltato il via libera definitivo in sede di Consiglio europeo, dopo che l’Europarlamento aveva già approvato la legge a fine febbraio. Decisivo il dietrofront dell’Ungheria, supportata, tra voti contrari e astensioni, da Italia, Svezia, Polonia, Finlandia, Paesi Bassi, Belgio e Austria.
L’Italia nel gruppo dei dissidenti

La Nature Restoration Law è uno dei punti cardine del Green Deal europeo. Il duplice obiettivo della legge è quello di ripristinare almeno il 20% delle zone terrestri e marine dell’Ue entro il 2030 e tutti gli ecosistemi entro il 2050. Per raggiungere questi traguardi, gli Stati membri, entro la fine del decennio in corso, dovrebbero ripristinare il buono stato di salute di almeno il 30% degli habitat contemplati all’interno della nuova legge. Una percentuale che andrebbe ad aumentare in maniera progressiva fino a raggiungere il 90% entro il 2050.
Il voto sfavorevole dell’Italia non è per niente un colpo di scena, visto che, in passato, diversi esponenti del governo Meloni, tra cui la stessa premier, avevano bollato la legge come “fanatismo ultraecologista”, “follia ideologica” o “farneticazioni della sinistra”.
L’Italia sostiene l’obiettivo di tutelare e riparare gli ecosistemi e ha partecipato attivamente al negoziato. L’accordo finale che è emerso dai triloghi resta per noi non soddisfacente. Occorre una maggiore riflessione su come evitare impatti negativi su di un settore, come quello agricolo, che è cruciale per l’economia e la sicurezza alimentare dell’Italia e dell’Ue
ha affermato Vannia Gava, viceministra dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica dell’esecutivo italiano, a margine del Consiglio ambientale dell’Unione europea, che, lo scorso 25 marzo, ha evitato il voto inizialmente previsto sulla Legge per il ripristino della natura.
Nature Restoration Law: a rischio l’approvazione definitiva?

Ora che il voto finale è stato rinviato a data da destinarsi regna sovrana l’incertezza sul futuro della legge. Soprattutto tenendo conto che nel prossimo mese di giugno sono in programma le elezioni europee e la nuova legislatura potrebbe decidere di cambiare ulteriormente le carte in tavola.
Sono rimaste quindi inascoltate le richieste del WWF, che, con l’appoggio di 147 fra illustri scienziati e naturalisti, recentemente aveva lanciato un appello affinché il governo italiano cambiasse la propria posizione e contribuisse a una rapida approvazione della legge.
Nel dettaglio, le richieste formulate dal WWF erano le seguenti:
- Il WWF chiede al Governo di manifestare, attraverso un voto favorevole in sede di Consiglio dell’Unione Europea, la convinta adesione dell’Italia a questa fondamentale legge per tutelare la biodiversità dell’Europa e dell’intero Pianeta.
- Serve un “sì” che consenta di stabilire obiettivi chiari e azioni concrete a tutela della natura e dei cittadini europei. La Nature Restoration Law si propone di ripristinare ecosistemi e habitat, prevedendo di riportare alla naturalità almeno il 20% delle terre e delle acque dell’Unione Europea e di liberare dalle infrastrutture almeno 25.000 km di fiumi europei entro il 2030, con l’obiettivo finale al 2050 di ripristinare tutti gli ecosistemi degradati.
- Un “sì” che riconosca la piena validità dell’approccio “One Health”, tenendo conto delle inscindibili connessioni tra la salute degli esseri umani e quella delle altre specie animali e vegetali e dell’ambiente in cui viviamo. Non può esserci uomo senza natura.
- Un “sì” che permetta alla natura di difenderci con efficacia dalle emergenze climatiche e da quelle pandemiche in un contesto in cui la comunità internazionale è chiamata ad affrontare crisi sempre più gravi e urgenti.
- Un “sì” a favore di un coraggioso progetto per il ripristino della natura europea, largamente condiviso dalla società civile, al fine di confermare quel percorso di speranza tracciato dall’adozione del Green Deal europeo e dalla grande mobilitazione intergenerazionale che negli ultimi anni ha chiesto nelle piazze di tutto il Pianeta una transizione ecologica capace di farci vivere meglio e in armonia con la Natura, senza lasciare indietro nessuno.