Legge sul ripristino della natura: è arrivata l’approvazione dell’Europarlamento
Con 329 voti favorevoli, 275 contrari e 24 astensioni, il 27 febbraio l’Europarlamento ha approvato la legge sul ripristino della natura, riuscendo a sconfiggere le opposizioni dei partiti di centro e di estrema destra.

Nonostante, infatti, un accordo di massima fosse stato già raggiunto da negoziatori e Stati membri nello scorso mese di novembre, il Partito Popolare europeo ha tentato di boicottare fino all’ultimo l’approvazione definitiva del regolamento, chiedendo apertamente di votare contro a causa del “fardello” imposto agli agricoltori.
L’Europarlamento ha approvato la legge sul ripristino della natura

La legge sul ripristino della natura, rappresenta uno dei punti cardine del Green Deal europeo. Il testo, che entrerà in vigore dopo il via libera da parte del Consiglio e la successiva pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, prevede infatti il ripristino di almeno il 20% delle zone terrestri e marine dell’Ue entro il 2030 e di tutti gli ecosistemi entro il 2050.
Per raggiungere questi obiettivi, i Paesi membri dell’Unione dovranno ripristinare lo stato di salute di almeno il 30% degli habitat (foreste, praterie, zone umide, fiumi e coralli) entro la fine del decennio in corso. Una quota che col passare degli anni si innalzerà al 60% entro il 2040 e al 90% entro la metà del secolo.
Inoltre, per migliorare la biodiversità nei sistemi agricoli, la legge impone agli Stati UE di registrare progressi in due di questi tre indicatori:
- indice delle farfalle comuni;
- percentuale di superficie agricola con elementi caratteristici del paesaggio con elevata diversità;
- stock di carbonio organico nei terreni minerali coltivati.
In più, i 27 saranno obbligati anche a migliorare lo stato dell’avifauna comune e dovranno ripristinare almeno il 30% delle torbiere drenate entro il 2030, il 40% entro il 2040 e il 50% entro il 2050 (con almeno un terzo riumidificato).
In casi eccezionali la legge consentirà di sospendere il perseguimento degli obiettivi negli ecosistemi agricoli, ad esempio se venisse compromessa la produzione alimentare necessaria all’Ue.
Esultano gli ambientalisti…ma non troppo

Tra gli altri obiettivi presenti nel testo ci sono anche il miglioramento dei criteri di misurazione della salute delle foreste, il ripristino e la trasformazione a scorrimento libero dei fiumi e provvedimenti contro il declino delle api.
Oggi è un grande giorno per l’Europa, perché passiamo dalla protezione e dalla conservazione della natura al suo ripristino. La nuova legge ci aiuterà anche a rispettare molti dei nostri impegni internazionali in materia di ambiente. Inoltre, ripristinerà gli ecosistemi degradati senza compromettere il settore agricolo, lasciando agli Stati membri una grande flessibilità.
ha affermato con entusiasmo il relatore César Luena.
Soddisfatte anche le ONG ambientaliste BirdLife, ClientEarth, Eeb e Wwf, riunite sotto la coalizione #RestoreNature, che hanno commentato:
La legge sul ripristino della natura è sempre stata molto più di una legge per ripristinare la natura. È un simbolo del fatto che l’Europa può e vorrà impegnarsi nella lotta per la sopravvivenza del nostro pianeta. Siamo sollevati che gli eurodeputati abbiano ascoltato i fatti e la scienza e non abbiano ceduto al populismo e all’allarmismo. Ora esortiamo gli Stati membri a seguire l’esempio e a emanare questa legge tanto necessaria per riportare la natura in Europa.
Meno entusiastico invece il commento di Sini Eräjää, di Greenpeace, che, facendo riferimento agli emendamenti introdotti a luglio 2023 a causa del pressing del Partito Popolare europeo, ha parlato di “vittoria agrodolce” perché “purtroppo la legge è stata gravemente indebolita”.
Molto duro, infine, il commento del presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, che ha dichiarato:
La legge è un controsenso perché mette in contrapposizione la natura e l’agricoltore, che in realtà è il vero custode di questo patrimonio ambientale. Non è allontanando gli agricoltori dalla terra che si preserva l’ambiente.