Nasce evoZero, il primo cemento a zero emissioni di CO2

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

Arriva il primo cemento che riduce a zero le emissioni di CO2: si chiama evoZero e viene prodotto in Norvegia.

Cemento costruzioni
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Tra i compiti più difficili della transizione ecologica rientra a decarbonizzazione del cemento, il cui utilizzo ammonta a oltre 4 miliardi di tonnellate l’anno e la cui produzione emette quasi 3 miliardi di tonnellate di CO2. In sostanza, il cemento è il materiale più impiegato al mondo tanto che, dalla rivoluzione industriale a oggi, sulla superficie terrestre ne sarebbero colate circa 900 miliardi di tonnellate, con effetti devastanti sugli ecosistemi. E forse, finalmente qualcosa potrebbe cambiare.

Nuove soluzioni dalla Norvegia

Il Green Deal invita tutti i Paesi e tutte le filiere produttive a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, il che si rivela una grande sfida soprattutto per il settore delle costruzioni, dato che il 60-70% delle emissioni dirette dalla produzione del cemento, indispensabile per l’edilizia, deriva dalle inevitabili reazioni chimiche di processo.

E qui subentra l’azienda norvegese Heidelberg Materials, con sede a Brevik. Al suo interno è stato, infatti, realizzato evoZero, il primo cemento a impatto zero, prodotto attraverso la tecnologia Carbon Capture and Storage (CCS) senza utilizzare crediti di compensazione generati all’esterno della filiera e mantenendo intatta del 100% la qualità di un prodotto che trova impiego in un alto numero di applicazioni.

La tecnologia Carbon Capture and Storage (CCS)

A spiegare come funziona il processo che conduce alla produzione di evoZero è Stefano Gallini, amministratore delegato di Heidelberg Materials Italia:

Per arrivare all’obiettivo zero CO2 è necessario introdurre tecnologie pionieristiche come la Carbon Capture and Storage (CCS) che catturano la CO? dal processo produttivo per stoccarla oppure riutilizzarla mettendola a disposizione di altri processi industriali. evoZero è il risultato concreto di questo impegno: stiamo realizzando l’obiettivo di un cemento net-zero, che permetterà di ridurre l’impronta carbonica di tutta la filiera delle costruzioni, partendo proprio dal primo anello, rappresentato dal cemento.

EvoZero sarà operativo entro fine del 2024 e, una volta attivato, sarà in grado di catturare 400mila tonnellate di CO2 in un anno, pari al 50% delle emissioni.

Un obiettivo comune

Secondo le previsioni attuali, la domanda di cemento a livello globale aumenterà del 30% entro il 2050, il che deve necessariamente spingere l’industria delle costruzioni a ridurre le emissioni che derivano proprio dalla produzione stessa di questo materiale. E la tecnologia CSS cade a fagiolo, tanto che evoZero potrà essere impiegato in qualsiasi applicazione.

Cemento
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Sono già diversi i settori che si stanno impegnando nella riduzione delle emissioni di CO2: un esempio è dato da MSC Crociere, che ridurrà le emissioni inquinanti del 15% entro il 2026, ma sono davvero tante le aziende più o meno grandi che cercano di fare del loro meglio per contribuire a mantenere l’ambiente in buona salute. La speranza è che piccoli passi possano condurre a grandi obiettivi nel più breve tempo possibile.

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