Mutuo breve o lungo: quale conviene di più?
Se ti stai chiedendo se conviene di più stipulare un mutuo breve o lungo, continua a leggere: di seguito analizzeremo tutti gli aspetti da considerare quando si deve decidere in quanti anni ripagare il proprio mutuo, avendo la possibilità di scegliere. La risposta non è per niente scontata.

Devi stipulare un mutuo e devi decidere se farne uno a 10 anni oppure a 30, sapendo di riuscire a saldare il debito in entrambi i casi. Sei sicuro che un mutuo breve sia la soluzione più conveniente per le tue finanze? Apparentemente, sì, ma analizzando la questione più da vicino, potresti ripensarci.
Infatti, oltre alla liquidità e alla chiusura del debito, ci sono ulteriori fattori da considerare, come gli investimenti che la liquidità attuale ti permetterebbe di fare. Proprio su questo infatti, si basa il calcolo in base al quale prendere questa difficile decisione.
Mutuo breve o lungo: questo è il dilemma

Quando si accende un mutuo, la prima cosa che viene da pensare è di scegliere l’opzione che consente di chiuderlo il più in fretta possibile. Ad un primo sguardo effettivamente, questa sarebbe la soluzione più logica. Prendiamo come esempio un mutuo di 100.000 euro da ripagare in 30 anni, con un tasso fisso del 3% (in base alla media dei tassi di mutuo attuali). In questo caso l’importo di ogni singola rata sarebbe di 421 euro, e gli interessi finali ammonterebbero a 51.777,45 euro.
Se si riesce a pagare una rata da 965 euro al mese, lo stesso mutuo può essere ripagato in soli 10 anni, con interessi pari a solo 15.872,89 euro. Verrebbe da pensare che non ci sia nient’altro da dire, ma se si prendono in considerazione i potenziali investimenti, cambiano tutte le carte in tavola. Infatti, se si decide per il mutuo più lungo, e di investire la differenza tra le due rate mensili, ossia 544 euro al mese, per 20 anni, quello che si guadagna supererebbe di gran lunga gli interessi passivi del mutuo.
Pro e contro dell’operazione

Prendiamo come titolo azionario d’investimento di riferimento l’indice S&P 500, che negli ultimi 50 anni ha avuto un ritorno medio annuo dell’11% (7% al netto dell’inflazione). Con un investimento mensile di 544 euro, protratto per 30 anni, avremmo un capitale finale di ben 663.644 euro. Se si salda il mutuo in 10 anni invece, e per i successivi 20 si investono 965 euro al mese, il capitale finale arriverebbe a 503.012 euro.
Sembra evidente quindi, che un finanziamento più lungo potrebbe anche non essere il male assoluto. Quali sono però, gli aspetti da considerare oltre il mero aspetto economico? Dalla parte del mutuo breve:
- saldo del debito in anticipo;
- pagamento degli interessi di gran lunga minore;
- possibilità di disporre diversamente dei soldi destinati alle rate del finanziamento.
Dalla parte del mutuo lungo invece troviamo:
- azzeramento della liquidità;
- perdita di guadagno in caso di investimento come nell’esempio;
- difficoltà nel chiedere nuovi finanziamenti.
Quando si sceglie di investire, la cosa migliore è affidarsi ad un professionista per non rischiare di fare errori. Se come campo d’investimento si sceglie l’immobiliare poi, è bene conoscere tutti gli errori da non fare, e anche considerare il crowdfunding immobiliare. Alla fine, la decisione tra mutuo breve o lungo, è del tutto soggettiva.