Marmolada: ghiacciaio verso l’estinzione

Autore:
Roberta Ciervo
  • Laurea in Lingue e Culture Straniere
Tempo di lettura: 3 minuti

Ancora cattive notizie dalla “Carovana dei ghiacciai 2024”: il ghiacciaio della Marmolada rischia di scomparire entro il 2040.

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La “Carovana dei ghiacciai 2024” recentemente conclusa il 9 settembre porta ancora brutte notizie. L’ultima riguarda il ghiacciaio della Marmolada, la vetta più alta delle Dolomiti al confine tra Veneto e Trentino. Secondo i dati, il ghiacciaio perde 7 centimetri al giorno. Di questo passo, scomparirà entro il 2040.

Legambiente sostiene che si tratti di una perdita ormai irreversibile e definisce il ghiacciaio più grande delle Dolomiti “morente”. Gli studiosi del Comitato Glaciologico Italiano, coinvolti nella campagna arrivata alla V edizione, hanno spiegato come la calotta abbia perso 70 ettari dalla superficie, ovvero un area grande quanto 98 campi di calcio, per intenderci. Inoltre, dall’inizio delle misurazioni scientifiche nel 1888, il ghiacciaio è arretrato di 1.200 metri, con un innalzamento di quota della fronte a 3.500 metri di altitudine.

Pulizia ad alta quota: l’attività della Carovana

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Nella tappa della Carovana sulla Marmolada, Legambiente, con la collaborazione dell’Università di Padova e i volontari di Puliamo il Mondo, ha organizzato un’attività di pulizia dell’area. Così, come affermato da un comunicato dell’associazione, sono stati raccolti circa 400 rifiuti, tra cui alcuni risalenti alla Prima guerra mondiale, altri agli anni ’70 e ’80 e, infine, rifiuti dei giorni nostri.

Alberto Lanzavecchia, docente di Finanza sostenibile all’Università di Padova, ha già denunciato nello scorso anno il problema dei rifiuti ad alta quota in una ricerca scientifica sulla densità e la frequenza dell’eredità, per così dire, di turisti e sciatori sulle montagne italiane. Lanzavecchia dice:

Sul sentiero del Viel del Pan abbiamo calcolato ogni 100 metri quasi 400 lasciti di mozziconi, plastiche di ogni tipo, salviette.

Secondo Vanda Bonardo, responsabile nazionale Alpi di Legambiente e presidente di CIPRA Italia, bisogna sviluppare un turismo più sostenibile. Serve più attenzione all’ambiente e meno impianti di risalita. E, à propos, Legambiente ricorda la questione della post gestione degli impianti chiusi e da smantellare. L’associazione nomina come esempio quello a Pian dei Fiacconi, chiuso nel 2019 e travolto da una valanga nell’anno successivo. Viene chiesto un intervento tempestivo per smantellare l’impianto nella zona che è considerata, quella di Pian dei Fiacconi, zona a pericolosità P-4 elevata.

La Carovana dei ghiacciai 2024 di Legambiente

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Come accennato sopra, questa notizia ci viene comunicata da Legambiente a seguito della conclusione della Carovana dei ghiacciai 2024. Questa iniziativa, giunta alla V edizione, è stata organizzata in collaborazione con Cipra Italia (Commissione internazionale per la protezione delle Alpi) e il Comitato Glaciologico Italiano. La Carovana ha l’obiettivo di monitorare lo stato di salute dei ghiacciai alpini.

Questa della Marmolada è stata la sesta e ultima tappa di un viaggio iniziato il 18 agosto e terminato il 9 settembre.

Le altre tappe hanno portato il gruppo a monitorare: il ghiacciaio Mer de Glace, sul versante francese del Monte Bianco; il ghiacciaio della Valpelline, in Valle d’Aosta; il ghiacciaio di Flua, in Piemonte; il ghiacciaio Fellaria, in Lombardia; e, infine, i ghiacciai delle Alpi Giulie, tra Friuli-Venezia Giulia e Slovenia.

Marmolada, ghiacciaio verso l’Estinzione: foto e immagini