Mar Adriatico, un ammasso di rame e metalli pesanti

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 3 minuti

Il Mar Mediterraneo presenta un livello di inquinamento critico e il Mar Adriatico, in particolare, è colmo di contaminanti come rame, DDT e metalli pesanti.

Mar Adriatico
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L’allarme è stato lanciato a seguito di una ricerca coordinata da One Ocean Foundation, che ha rilevato la presenza di contaminanti (anche piuttosto dannosi) nel Mar Mediterraneo. In particolare, sono stati analizzati campioni prelevati tra Taranto e Venezia, che hanno riportato tracce di DDT, per fortuna a livelli più bassi rispetto a quelli rinvenuti nel resto del mondo.

L’importanza dello zooplancton

Per i ricercatori, lo zooplancton ricopre un ruolo fondamentale: si rivela, infatti, una vera e propria sentinella in grado di fornire informazioni sullo stato di salute del mare. Per quanto riguarda il Mar Mediterraneo, è il progetto M.A.R.E. di Fondazione Cvc, coordinato da One Ocean Foundation, ad aver realizzato negli anni una mappatura completa delle sue condizioni di salute.

Purtroppo, i primi risultati giunti in merito al Mar Adriatico non sono certo positivi, anzi: su 46 campioni raccolti tra Taranto e Venezia, lo zooplancton mostra la presenza di diversi agenti inquinanti, così come spiegato da Ginevra Boldrocchi, project scientific coordinator di One Ocean Foundation e ricercatrice presso l’Università dell’Insubria:

I risultati evidenziano la presenza di diversi inquinanti, alcuni dei quali, come PCB e DDT, banditi già dagli anni ’70, e metalli pesanti quali arsenico, cadmio e mercurio, noti per la loro tossicità e capacità di accumulo negli organismi marini.

Il Mar Mediterraneo è estremamente sensibile agli inquinanti

Le analisi condotte sottolineano, ancora una volta, quanto il Mar Mediterraneo sia vulnerabile all’accumulo di inquinanti, per la maggior parte trasportati dagli apporti fluviali. In particolare, tra gli inquinanti individuati figurano i PCB e il DDT che, seppure in quantità piuttosto ridotte, destano comunque grande preoccupazione.

Non solo, perché sono state rinvenute tracce anche di metalli pesanti come piombo, cobalto, nichel e cromo, così come piccole quantità di mercurio. Ad allarmare maggiormente i ricercatori il rame che, a differenza degli altri metalli, è presente a livelli più alti.

Secondo gli esperti, il fenomeno sarebbe collegato a fonti sia naturali, come i depositi di polveri provenienti dal Sahara, sia antropiche, come le vernici anti-vegetative impiegate in ambito marittimo.

Un problema non solo Italiano

Dopo aver analizzato il Mar Tirreno e il Mar Adriatico, la ricerca continuerà anche in Francia e in Spagna, per poi proseguire tra Grecia, Turchia e Cipro nel 2025. E nonostante la presenza di rame non debba essere sottovalutata, giungono anche buone notizie: la situazione è in miglioramento, dato che per quanto riguarda i livelli di DDT l’Italia si posiziona tra i più bassi, mentre per i PBC e i metalli è a un livello intermedio.

Mar Adriatico
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Recentemente, il Mar Adriatico è stato protagonista dei fatti di cronaca nazionali per via del fatto che le cozze che lo popolano muoiano per colpa del caldo eccessivo. I risultati sulla presenza di agenti inquinanti non va di certo a migliorare il suo quadro generale, ma la speranza è che davvero la situazione possa migliorare e che gli abitanti marini possano finalmente trovare habitat ideali alla loro sopravvivenza.

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