Luglio di fuoco in Europa: aumentano le vittime

Autore:
Raffaele Di Ciano
  • Laurea in Belle Arti
Tempo di lettura: 4 minuti

Non ci sono mai state così tante vittime per le ondate di caldo in Europa. Nel Vecchio Continente, infatti, il cambiamento climatico ha fatto triplicare i decessi per caldo nella prima settimana del mese di luglio. In 12 città europee i morti per il caldo eccessivo sono stati 1.500 più del solito: come rispondono i singoli Paesi?

Estate, Città
Photo by franky1st – Pixabay

Il caldo in Europa diventa ogni anno più insopportabile, e più letale. Quest’anno le ondate di calore hanno avuto un inizio precoce, e il mese di giugno è stato il più caldo mai registrato negli ultimi 30 anni, rispetto alla media del periodo. Le temperature roventi che si sono registrate in Europa nella prima settimana di luglio però, hanno provocato conseguenze gravissime: in 12 città i morti per il caldo sono aumentati di 1.500 unità rispetto alla media. In molti Paesi la colonnina di mercurio ha superato i 40°C, e le misure di contenimento sono state tempestive:

  • In Italia sono state ridotte le ore di lavoro all’aperto,
  • in Francia sono state chiuse più di 1.300 scuole,
  • la Svizzera ha sospeso il funzionamento di un reattore nucleare.

Paesi interi, come Grecia, Spagna e Turchia, sono stati devastati dagli incendi. Questi eventi, che in linea del tutto teorica dovrebbero verificarsi con una ciclicità di 5-6 anni, sono ormai all’ordine del giorno nelle torride estati europee, e le temperature si sono alzate tremendamente. La colpa è da addossare ai combustibili fossili e alla deforestazione.

Ondate di caldo in Europa

Estate, Città
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Le ondate di caldo in Europa preoccupano gli studiosi. In particolare, i dati rilevati nel periodo che va dal 23 giugno al 2 luglio sono stati i più allarmanti in assoluto. In quei 10 giorni, infatti, il cambiamento climatico ha provocato un numero di decessi legati al caldo tre volte superiore rispetto alla media del periodo. La colpa è in massima parte dei combustibili fossili, che in tutte le 12 città europee considerate per l’analisi, hanno provocato un aumento delle temperature fino a 4°C. Quasi 1.500 decessi, sui 2.300 totali, sono vittime del cambiamento climatico. Si tratta di una percentuale del 65%.

Purtroppo, le previsioni per il futuro non sono affatto confortanti, anzi, tutto il contrario: gli studiosi avvisano che le temperature e le ondate di calore aumenteranno ancora, e con loro le vittime. La combustione di petrolio, gas e carbone in grandi quantità sarà la causa di innumerevoli decessi, e serve intervenire immediatamente per invertire questa rotta. Come sottolinea Ben Clarke, del Centre for Environmental Policy dell’Imperial College di Londra:

Le ondate di calore non lasciano una scia di distruzione come gli incendi o le tempeste. Il loro impatto è per lo più invisibile, ma silenziosamente devastante.

Le città con più vittime

Milano
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Secondo lo studio, le città con l’incremento maggiore di decessi sono state: Milano (317), Barcellona (286), Parigi (235), Londra (171), Roma (164) e Madrid (108). Se si pensa che le inondazioni di Valencia dello scorso anno hanno provocato 224 morti, si può capire quanto sia pericoloso il cambiamento climatico in termini di temperatura. Come spiega Ben Clarke, infatti:

una variazione di soli 2 o 3°C può fare la differenza tra la vita e la morte per migliaia di persone.

A correre i rischi maggiori sono gli over 65, che hanno rappresentato l’88% delle vittime. Secondo gli studiosi, il modo migliore per limitare il fenomeno è adottare una strategia immediata. In particolare, individuano nell’espansione degli spazi verdi nelle città una soluzione per far fronte al problema. I numeri del cambiamento climatico sono allarmanti, e solo un’azione tempestiva può far sperare in una ripresa.

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