Lo studio australiano che mette in luce una grande debolezza delle città italiane

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Erika Fameli
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Un recente studio australiano afferma che in Italia non c’è ombra, o meglio, che non c’è abbastanza ombra per riuscire a difendersi dalla potenza del sole: solo il 15% di uffici e abitazioni, infatti, può beneficiare di una copertura arborea in grado di ridurre gli effetti del cambiamento climatico.

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Ombra
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In questi giorni l’Europa si trova avvolta da un’ondata di calore potentissima e mai vista prima, che sta mettendo a dura prova la resilienza dei territori e sta mettendo in evidenza l’inadeguatezza delle città a rispondere al cambiamento climatico. I telegiornali mostrano scene di ogni tipo:

  • asfalto che si scioglie sotto al sole,
  • ospedali affollati in Spagna,
  • coperte argentate alle finestre in Francia,
  • morie di pesci in fiumi e laghi.

Si tratta di una situazione limite, che un pò di ombra potrebbe mitigare sensibilmente. Il problema, però, è che di ombra ce n’è troppo poca. In Europa, infatti, solo l’84% delle abitazioni e dei luoghi di lavoro non ha una copertura arborea necessaria a proteggere dagli effetti estremi del calore, e in Italia non stiamo messi meglio.

L’Europa nella morsa del caldo

Ombra
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Il ricercatore Thami Croeser del Royal Melbourne Institute of Technology (RMIT) ha studiato i dettagli di 5,5 milioni di edifici di alcune delle principali città in Italia, Francia, Germania, Portogallo, Spagna, Grecia e Regno Unito e ha evidenziato una realtà spaventosa: l’84% delle abitazioni nei luoghi di lavoro non ha una copertura arborea necessaria a proteggersi dagli effetti estremi di calore. Più di 4 case o uffici su 5, quindi, in circa 25 metropoli europee, non hanno una copertura arborea vicino almeno 60 metri, che servirebbe per un raffreddamento davvero efficace. La città meno attrezzata in questo senso è Siviglia, dove il 98,2% degli edifici è al di sotto della soglia minima; segue Atene con il 2,5% di edifici in cui l’ombra è davvero nelle vicinanze; e al terzo posto si trova Parigi, con una percentuale di lontananza dall’ombra del 95,6%.

Al contrario, le città con le condizioni migliori nel rapporto ombra-edifici sono Colonia, Amburgo e Nizza. Qui il raffreddamento causato dagli alberi permette ai cittadini di convivere meglio con il caldo torrido, e di trovare sollievo negli spostamenti da un luogo all’altro, camminando all’ombra degli alberi e in una temperatura più sopportabile. Confrontando i quartieri con densità abitative simili, infatti, le aree con alberi maturi risultano fino a 10 gradi più fresche rispetto alle zone calde vicine.

In Italia non c’è ombra

Ombra
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Anche se le città italiane non rientrano tra i casi peggiori, la situazione non è affatto rosea nemmeno nel Bel Paese, dove i rifugi climatici scarseggiano. Milano, infatti, si discosta di poco dal podio, con una percentuale di appena il 7,5% di edifici adeguatamente protetti con ombra nelle vicinanze. Si tratta di circa 70.000 edifici, in una città che ne conta milioni. Roma e Napoli vanno un pò meglio, e qui sono 240.000 le strutture che garantiscono ombra di prossimità (rispettivamente il 14,8% e il 14,9%). Questo studio evidenzia un problema strutturale nella progettazione urbana, dove troppo spesso c’è poco verde e dove le coperture arboree mancano. Come spiega Croeser:

Quando arriva il caldo torrido, un parco alberato a tre isolati di distanza è troppo lontano per aiutare un condominio circondato da asfalto rovente. Inoltre, le ondate di calore non colpiscono tutti i quartieri allo stesso modo. I quartieri a basso reddito sono spesso più asfaltati, meno ombreggiati e più caldi. Ciò significa che le persone con meno risorse per adattarsi sono spesso quelle che subiscono maggiormente il peso del calore.

Una grande debolezza delle città italiane: foto e immagini