L’inquinamento sta distruggendo le praterie
Gli effetti dell’inquinamento colpiscono ogni parte del mondo, prendendo di mira anche le praterie degli USA, dove numerose specie vegetali sono a serio rischio estinzione.

Una combinazione estremamente pericolosa di azoto ed emissioni di anidride carbonica sta dando vita a una forma di inquinamento che minaccia seriamente diverse specie vegetali nelle praterie statunitensi. Lo studio, pubblicato su Nature, raccoglie ben 24 anni di analisi e valutazioni.
Lo studio dell’Università del Michigan
Per ben 24 anni, i ricercatori dell’Università del Michigan hanno condotto uno studio su 108 appezzamenti di prateria in Minnesota. I risultati, pubblicati recentemente su Nature, si concentrano soprattutto negli ultimi 8 anni, durante i quali livelli elevati di anidride carbonica hanno quasi triplicato le perdite di specie vegetali.
La causa principale risiederebbe nell’inquinamento da azoto. Nello specifico, nelle aree in cui, per via sperimentale, è stato aggiunto azoto, la mole delle specie vegetali per singola area si è ridotta del 7% in media a livelli di anidride carbonica ambiente e del 19% a livelli di anidride carbonica elevati.
A sottolineare la gravità di questi risultati è Peter Reich, ecologo dell’Università del Michigan e principale autore dello studio:
Se l’aumento dell’anidride carbonica in generale aggrava gli impatti negativi diffusi della deposizione di azoto sulla diversità delle piante, come osservato nel nostro studio, ciò non promette nulla di buono per la conservazione della biodiversità delle praterie in tutto il mondo. Preservare la biodiversità è fondamentale perchè le diverse comunità vegetali forniscono servizi alle persone, come la depurazione dell’acqua, benefici nell’impollinazione delle colture, mantenimento della salute dei terreni, rallentamento del cambiamento climatico mediante l’immagazzinamento del carbonio e sono la dimora di diverse comunità di farfalle, uccelli e mammiferi.
Il fenomeno dell’esclusione competitiva
In generale, sia l’azoto che l’anidride carbonica possono favorire la crescita delle piante. In occasione dell’esperimento condotto sui pascoli, dal nome BioCON, applicando entrambe le risorse si è stimolata la crescita di alcune piante che, una volta rigogliose, sono riuscite ad accaparrarsi la luce del sole proiettando, al contempo, ombra sulle piante sottostanti portandole, in alcuni casi, alla morte.
Questo fenomeno, chiamato dagli ecologi “esclusione competitiva”, potrebbe essere proprio quello che si verifica in numerose praterie di tutto il mondo, e non solo negli Stati Uniti, diventando causa di vinti e vincitori.

A favorire il fenomeno è, ovviamente, l’altissima quantità di anidride carbonica presente nell’atmosfera che, aumentando i livelli di inquinamento, decreta l’estinzione di numerose specie vegetali e, talvolta, anche animali. Se si riducessero le emissioni, quindi, sarebbe possibile prevenire o, comunque, limitare quanto sta accadendo nelle praterie USA e permettere a piante e animali di continuare a vivere nel modo più sereno possibile.