L’inquinamento luminoso ha colpito tutto il Pianeta

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 4 minuti

L’inquinamento luminoso ha ormai coinvolto l’intero pianeta, tanto che non è più possibile osservare il cielo durante la notte. E la colpa è anche dei satelliti.

Orbita
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Chi dell’astronomia ha fatto il suo lavoro o la sua più grande passione è inevitabilmente intralciato dall’inquinamento luminoso. Questo perché è ormai diventato impossibile trovare un luogo della Terra dal quale sia possibile guardare tranquillamente il cielo senza interferenze da parte delle luci artificiali, che derivano non solo da lampioni e insegne luminose, ma anche da vari satelliti sparsi nello spazio.

Lo spazio è piuttosto affollato

L’impossibilità di osservare il cielo deriva, quindi, dall’inquinamento luminoso che, a sua volta, non è provocato solo dalla luce artificiale presente sul pianeta Terra, ma anche dai satelliti e dai rifiuti artificiali che galleggiano nello spazio. A confermarlo è un recente studio condotto dalla Royal Astronomical Society, che sottolinea quanto ormai sia difficile poter ammirare il passaggio di una meteora o di una cometa, eventi rari e affascinanti che saremo destinati a perdere.

Tra l’altro, il problema dei satelliti artificiali e della luce che emettono sta diventando sempre più importante, soprattutto perché le aziende che li spediscono in orbita sono sempre più numerose. Per fare un esempio, SpaceX ne ha già inviati più di 1000 dal 2019 a oggi; le tracce luminose che questi satelliti lasciano dietro di sé sono ben visibili sia a occhio nudo, sia tramite appositi strumenti, tanto che la compagnia sarà costretta a rivedere la struttura in modo da abbattere la luminosità a circa un quarto di quella attuale.

Il ruolo dei corpi non visibili

In occasione dello studio, gli autori si sono posti però anche un’altra domanda: e se anche i corpi non visibili, come i satelliti più piccoli o rifiuti spaziali che orbitano intorno alla Terra, contribuissero ad aumentare il livello di inquinamento luminoso?

Secondo il primo autore dello studio, Miroslav Kocifaj, anche i corpi celesti artificiali non visibili a occhio nudo sono in grado di produrre luce, nello specifico raccogliendo quella del sole per poi rifletterla e disperderla nell’atmosfera. Se si tiene conto che i satelliti e altri corpi artificiali intorno alla Terra sono migliaia, è facile intuire che l’effetto cumulativo fa aumentare l’inquinamento luminoso di circa il 10% anche nei luoghi più bui del pianeta.

Nessun luogo è al sicuro, né idoneo

Il risultato è piuttosto significativo, soprattutto perché nel 1979 l’International Astronomical Union ha stabilito che gli osservatori astronomici devono essere edificati in quei luoghi dove l’inquinamento luminoso non supera il 10% della luce naturale.

Peccato, però, che quest’ultimo studio dimostri che non esista più alcun luogo del pianeta dove questo requisito sia rispettato. Cosa ne consegue? Che non è più possibile costruire un osservatorio a norma, dal quale si possa ammirare il cielo notturno senza essere disturbati dalla luce artificiale.

Astronomia
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L’inquinamento luminoso interferisce anche con la salute umana, alterando i ritmi circadiani (e, quindi, il sonno/veglia) e aumentando il rischio di numerose patologie, per non parlare dei vari effetti provocati su insetti e animali in generale. La speranza è che si possa presto intervenire, in modo da poter tornare ad ammirare il cielo ed essere ancora testimoni di eventi straordinari.

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