L’inquinamento in metropolitana raddoppia

Autore:
Marica Maria Musumarra
Tempo di lettura: 4 minuti

Una ricerca compiuta dall’Università di Orléans ha dimostrato che l’inquinamento in metropolitana raddoppia, esponendo i passeggeri a un livello di particelle inquinanti decisamente elevato.

Metropolitana e inquinamento
Photo by wal_172619 – Pixabay

La qualità dell’aria in metropolitana è pessima. Questo accade perché nei treni sotterranei si sommano le particelle inquinanti della superficie con quelle prodotte dai vagoni. La situazione è la stessa ovunque, a Roma e a Milano, così come a Parigi e Berlino.

Chi va in metro è esposto a un doppio inquinamento

Su The Conversation è recentemente apparso uno studio condotto da Jean-Baptiste Renard, ricercatore dell’Università di Orléans, nella metropolitana di Parigi. Nello specifico, ha analizzato le concentrazioni di PM 2,5 introducendo il concetto di inquinamento in eccesso, collegato solo e soltanto alla metro, che si ottiene sottraendo i valori dell’aria esterna a quelli dei sotterranei.

Le misurazioni sono state eseguite nelle ore di punta tramite appositi sensori mobili e dai dati è emerso che per ogni metro cubo sono presenti circa 15 microgrammi nei sotterranei e circa 15 microgrammi all’esterno. In pratica, chi si trova ad aspettare la metro raddoppia la sua esposizione quotidiana alle particelle sottili rispetto a chi, invece, utilizza mezzi in superficie. Così come sottolineato dallo stesso Renard:

Si tratta di un valore medio che può essere più elevato nelle linee metropolitane più inquinate e nelle stazioni poco ventilate.

Dalla Cina uno studio sui metalli

Qualche anno fa, precisamente nel 2021, su Environmental Research è stata pubblicata una ricerca condotta nella metropolitana di Nanchino, in Cina, in merito proprio alla composizione del particolato nei sotterranei.

Le analisi hanno rilevato che tra i principali costituenti metallici delle particelle rientrano rame, ferro, manganese, vanadio e stronzio, il che sottolinea come coloro che lavorano in metro siano maggiormente esposti a livelli più elevati di queste sostanze rispetto ai pendolari.

Nello specifico, l’esposizione media giornaliera – soprattutto al ferro, presente per l’80% – è di circa 15,5 microgrammi per metro cubo per gli addetti e di 2 microgrammi per gli utenti.

Quali sono gli standard europei?

Tenendo conto dei dati preoccupanti derivanti da ogni parte del mondo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato i nuovi obiettivi per il PM 2,5 nell’atmosfera:

  • 5 microgrammi per metro cubo in media nell’arco di un anno e
  • 15 microgrammi massimo al giorno.

Per cercare di rispettare questi limiti, la Commissione Europea ha abbassato la media annuale da 25 microgrammi per metro cubo a 10. Attualmente, gli standard di qualità dell’aria riguardano solo gli ambienti esterni; tuttavia, sarebbe utile estendere sia il monitoraggio, sia le normative anche alle metropolitane, dato che il trasporto pubblico sotterraneo è utilizzato ogni giorni da un elevato numero di persone.

Inquinamento da metalli in metropolitana
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In attesa che la legislazione si adegui, è comunque possibile attuare delle strategie volte al miglioramento dell’aria sotterranea:

  • installare sistemi di ventilazione per controllare il ricambio d’aria tra interno ed esterno;
  • rallentare la velocità dei treni in prossimità di pendenze elevate e curve strette;
  • impiegare purificatori d’aria;
  • prevedere porte per banchine, utili per ridurre l’ingresso di aria inquinata nei sotterranei;
  • eseguire manutenzione e pulizia durante la notte.

Infine, sia utenti che operai dovrebbero indossare le mascherine chirurgiche quando si trovano nei sotterranei, in modo da ridurre in modo significativo l’esposizione alle particelle metalliche che, secondo gli scienziati, può provocare malattie cardiovascolari, respiratorie e oncologiche.

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L’inquinamento in metropolitana raddoppia: foto e immagini