I Paesi dove è possibile respirare aria pulita
Triste ma vero, sono solo 10 i Paesi in cui si respira aria pulita, la cui qualità rientra nella soglia di sicurezza indicata dal’OMS. Quali sono e dove si colloca l’Italia.

I 10 Paesi con l’aria più pulita
Sono sempre di più le persone che pensano di trasferirsi all’estero per un gran numero di motivi, a partire dal lavoro per completare con la qualità della vita. Il traffico e lo smog cittadini rientrano tra i principali fattori che spingono i metropoliti a valutare alternative più salutari ma, purtroppo, devono scontrarsi con la realtà: i Paesi dove si può respirare davvero aria pulita sono pochissimi.
Secondo l’ultimo rapporto di IQAir, organizzazione svizzera che si occupa della qualità dell’aria e che raccoglie dati provenienti da più di 30mila stazioni di monitoraggio in tutto il mondo, su 134 Paesi presi in esame, a quanto pare, solo 10 rispetterebbero i limiti fissati dall’OMS, con concentrazioni medie di PM 2,5 inferiori alla soglia di 5 µg/m3 nell’ultimo anno.
Questi Paesi, in ordine crescente per livelli medi di PM 2,5 sono:
- Polinesia francese (3,2 µg/m3);
- Mauritius (3,5 µg/m3);
- Islanda (4 µg/m3);
- Grenada (4,1 µg/m3);
- Bermuda (4,1 µg/m3);
- Nuova Zeland (4,3 µg/m3);
- Australia (4,5 µg/m3);
- Porto Rico (4,5 µg/m3);
- Estonia (4,7 µg/m3);
- Finlandia (4,9 µg/m3).
Tutti gli altri, Italia compresa, hanno registrato livelli medi di gran lunga superiori.
L’Italia, quindi, dove si trova?
Il Belpaese è lontano anni luce dai primi posti in classifica, aggiudicandosi appena il 64esimo posto per concentrazioni di polveri sottili e il 71esimo tra i Paesi peggiori, con livelli di PM 2,5 pari a 15 µg/m3 nel 2023, cioè 3 volte superiori ai limiti fissati dall’OMS.
Guardando solo in Europa, l’Italia si piazza dietro a Germania (9 µg/m3), Francia (9,5 µg/m3) e Spagna (9,9 µg/m3), mentre a livello globale segue Stati Uniti (9,1 µg/m3), Russia (10 µg/m3) e Giappone (9,6 µg/m3).
Entrando, invece, nel dettaglio delle città italiane, l’aria peggiore è sicuramente quella che si respira a Padova (24,9 µg/m3), seguita da Modena (20,3 µg/m3), Lodi (19,8 µg/m3), Brescia (19 µg/m3), Milano (19 µg/m3), Pavia (16,1 µg/m3) e Benevento (15,6 µg/m3).
Di poco sotto la media nazionale si trovano, infine, Bergamo (14,8 µg/m3), Como (14,8 µg/m3), Roma (13,1 µg/m3), Firenze (13,1 µg/m3), Torino (12,9 µg/m3) e Napoli (11,4 µg/m3).
I Paesi con l’aria più inquinata
Se da una parte ci sono i Paesi con una buona qualità dell’aria, dall’altra si trovano i Paesi dove l’aria è a dir poco irrespirabile. Si tratta di Bangladesh (79,9 µg/m3) e Pakistan (73,7 µg/m3), le cui concentrazioni di PM 2,5 superano anche di 15 volte i limiti di sicurezza dell’OMS. Tra l’altro, anche India (54,4 µg/m3), Tagikistan (49 µg/m3) e Burkina Faso (46,6 µg/m3) non scherzano.

La situazione non migliora neanche in Medio Oriente, con Iraq (43,8 µg/m3) ed Emirati Arabi Uniti (43 µg/m3) in testa, dato che i loro livelli di PM 2,5 superano di quasi 10 volte le soglie dell’OMS. Seguono Indonesia (37,1 µg/m3), Cina (31,5 µg/m3) e Canada che, nonostante sia sempre stato considerato il Paese occidentale con l’aria più pulita rientra, invece, tra i peggiori con livelli di PM 2,5 pari a 10,3 µg/m3, cioè 2 volte superiori ai limiti dell’OMS.