L’impatto dello shopping online: startup rivela le emissioni
L’impatto dello shopping online sul pianeta non è affatto inferiore a quello dello shopping tradizionale: a rivelarlo sono i dati di una startup che ha sviluppato una soluzione che si integra nei siti di e-commerce e stima le emissioni per ogni opzione di consegna. Ecco come funziona e cosa ci dice.
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Lo shopping online oggi è una realtà enorme e vastissima, che in molti casi sta mettendo in ombra le attività locali e la modalità tradizionale di acquisto presso i negozi fisici.
A livello ambientale si è sempre pensato che l’eliminazione di un negozio fisico comportasse un impatto minore sull’ambiente, ma una startup recentissima svela l’esatto opposto. Si chiama Geckomile, e grazie ad una soluzione che si integra nei siti di e-commerce è in grado di stimare a priori le emissioni per ogni opzione di consegna: i risultati sono sconvolgenti.
L’impatto dello shopping online

L’attenzione verso l’ambiente entra anche negli e-commerce, e lo fa mettendo a disposizione degli utenti un’informazione utilissima ai fini della scelta di modalità di consegna: l’impatto della spedizione in termini di emissioni di CO2. A fornire questa indicazione è Geckomile, una startup nata un anno fa come spin-off del Politecnico di Milano, che si propone di mettere il sapere accademico accumulato in oltre 20 anni di ricerca a disposizione dell’utente finale dei siti di e-commerce. Le diverse modalità di consegna dei pacchi che si ordinano online, infatti, hanno impatti considerevolmente differenti in termini di emissioni, ed è giusto che il consumatore scelga consapevolmente quale adottare.
Quello che fa Geckomile non è altro che apporre il logo del geco accanto al valore in grammi di CO2 equivalente. Si tratta di un segnale visivo chiaro e che non ammette equivoci riguardo quale sia la soluzione di consegna più sostenibile, e che permette al consumatore di individuare facilmente l’opzione più rispettosa per l’ambiente. Per farlo, il modello ricostruisce il percorso di un pacco attraverso diverse indicazioni che riceve dalla piattaforma di e-commerce:
- il punto di origine,
- il punto di destinazione,
- il peso del pacco,
- il corriere scelto.
Quanto pesa una sola spedizione

Dal momento in cui il prodotto è in magazzino, a quando arriva al cliente, il percorso del corriere fa la differenza, per questo scegliere la consegna ad un locker è molto più sostenibile che richiedere il recapito del pacco al proprio domicilio: con un unico viaggio, il corriere può consegnare 10 o 15 pacchi allo stesso indirizzo, e ridurre le emissioni. A incidere maggiormente, secondo le stime, è l’ultimo miglio di strada che percorre il pacco prima di arrivare al cliente finale: le emissioni variano dal 35% all’80% di CO2. Mediamente, quindi, la consegna a casa ha un impatto quasi tre volte superiore al ritiro presso un locker.
Per ora il servizio di Geckomile si trova sull’e-commerce di Hoepli e di Aosom, e altri accordi sono in fase di sviluppo, spaziando dalla cosmetica all’abbigliamento, dall’utensileria ai prodotti farmaceutici. I primi dati mostrano che dove i valori di CO2 vengono esposti accanto al logo del geco, i ritiri nei locker aumentano del 30-40% rispetto a quando l’indicazione non era presente sul sito. Come sottolinea uno dei co-fondatori della startup, questa è:
Una soluzione che si rivela conveniente per più attori della filiera: per il corriere, che può rendere ancora più efficienti le sue attività; per il merchant, che può ridurre i costi di consegna e al tempo stesso comunicare un posizionamento attento alla sostenibilità; per il consumatore, che riceve un’informazione utile a fare una scelta più informata e consapevole.