L’impatto ambientale di una lattina
Fermiamoci a pensare a quanto possa realmente inquinare una lattina, impattando sull’ambiente attraverso numerose fasi di produzione e lavorazione.

Quante volte abbiamo bevuto una bibita oppure una birra in lattina, per poi smaltirla nel relativo contenitore per la raccolta indifferenziata, sentendoci terribilmente giusti e green?
Analizzando l’impatto dell’intero ciclo vitale di una lattina, il nostro pensiero potrebbe assumere una forma completamente diversa e decisamente distante da una visione green. Vediamo perché.
Alle origini dell’impatto

Una lattina ha un costo decisamente irrisorio e, molto spesso, resta tra le nostre mani per non più di una mezz’ora, per poi finire nel cassonetto della differenziata.
Ed è proprio quest’ultimo gesto a farci sentire ecologici ed in pace con il mondo!
Ci siamo mai soffermati ad analizzare il percorso di vita di questo oggetto in alluminio?
Un impiego notevole di energia
L’estrazione e la lavorazione dell’alluminio possono avere un impatto significativo sull’ambiente, in primo luogo, a causa dell’energia richiesta durante il processo e le conseguenti emissioni di gas serra.
La produzione primaria coinvolge la riduzione dell’allumina (Al2O3) in alluminio metallico attraverso il processo di elettrolisi in bagni di criolite fusa.
Una lavorazione che implica l’utilizzo di fonti di energia non rinnovabile, tra cui il gas naturale ed il carbone.
Basti pensare che una tonnellata di alluminio richiede 15 megawattora, ossia circa il consumo energetico di due persone nel lasso di tempo di due anni!
L’impatto sulla biodiversità
L’allumina viene estratta a sua volta dalla bauxite, il cui impatto sugli ecosistemi può essere fatale, causando:
- deforestazione;
- alterazione del suolo e delle risorse idriche;
- riduzione della biodiversità;
- perdita di habitat per la fauna selvatica.
Gran parte della bauxite estratta si trova nelle aree geografiche abbondanti di foreste tropicali.
Per raggiungere lo strato di roccia sotto la superficie terrestre che la custodisce è necessario (è davvero necessario?) abbattere vaste aree boschive. I paesi maggiormente privati di preziose aree verdi sono Indonesia, Australia e Guinea.
Il Brasile, ogni anno, vede l’intervento su una grandissima area, Porto Trombetas, la cui superficie disboscata è pari a quella di 250 campi da calcio.
Non solo alluminio
L’estrazione e la lavorazione dell’alluminio causano un impatto notevole, che è solo l’anticamera di ciò che accade successivamente.
Il procedimento coinvolge infatti numerosi altri processi, tra cui la trasformazione della lamiera, la laccatura, la formatura delle flange e altre fasi necessarie per creare la lattina cilindrica che ben conosciamo.
Ma non dimentichiamoci della nostra bevanda dissetante, la cui produzione ha ugualmente un’impronta a livello ambientale.
Lo zucchero e altri ingredienti necessitano di essere processati, provocando emissioni ed inquinamento, così come altri step, tra cui il confezionamento ed il trasporto, il cui chilometraggio varia in base alla destinazione.
La nostra lattina inquina
Nonostante i nostri sforzi per smaltirla nel giusto cassonetto, la nostra lattina inquina!
Ogni componente, ogni ingrediente, ogni singola fase di produzione della nostra bevanda ghiacciata e dissetante ha una storia fatta di consumi energetici e di mille sfumature che lasciano il segno, sul nostro prezioso e amato Pianeta.
Occorre pensare a soluzioni alternative come quella di WWF e delle sue Re-Thinking Fish box che hanno l’obiettivo di creare dell’alternative sostenibili agli imballaggi di polistirolo impiegati, soprattutto, nel settore della pesca e che sono fonte di inquinamento ambientale sulle coste.