L’emergenza climatica in Sicilia e il dramma del Lago Pergusa
Lo stato d’emergenza dichiarato a Febbraio dalla regione Sicilia ha avuto un epilogo tragico: il lago Pergusa è scomparso.
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La Sicilia è messa a dura prova dalla grave siccità che ha provocato, negli ultimi periodi, la desertificazione del Lago Pergusa. Un danno irreversibile.
Vicino alla desertificazione

La siccità in Sicilia sta lasciando dietro di sé danni gravi ed una situazione allarmante: il lago Pergusa è infatti ormai praticamente scomparso.
Si tratta dell’unico invaso naturale, ovvero una depressione del terreno che raccoglie acqua piovana o di scioglimento nevoso, formando stagni, laghi o bacini. È originato da processi geologici come l’erosione, frane, glaciazioni o attività vulcanica, e svolge un ruolo cruciale negli ecosistemi locali.
La situazione è grave: il bacino è ormai prossimo alla desertificazione, con conseguenze inevitabili, sia dal punto di vista turistico che, naturalmente, ambientale.
Possibili danni anche alla salute
La siccità non vuole dare tregua e colpisce, costantemente, la biodiversità, l’agricoltura, e la salute delle persone e degli esseri viventi che popolano gli ecosistemi.
Nei giorni appena trascorsi l’area occupata dal lago Pergusa, è stata fonte ed origine unica di odori sgradevoli e pungenti che hanno reso l’aria irrespirabile.
Il lago ha infatti lasciato dietro di sé una chiazza di fango che, sotto il sole cocente della Sicilia, si sta progressivamente asciugando, producendo pericolose esalazioni.
L’esposizione prolungata a questi miasmi irrespirabili può causare una serie di problemi di salute, tra cui :
- mal di testa
- nausea
- irritazione degli occhi e delle vie respiratorie
In casi estremi, alcuni dei gas prodotti (come il solfuro di idrogeno) possono essere persino tossici e pericolosi per la vita.
Le dichiarazioni di Legambiente: una tragedia annunciata
Legambiente fa sentire la sua voce attribuendo la causa di questo evento alla crisi climatica, ovviamente, ma anche e soprattutto alla negligenza degli enti preposti che dovrebbero intervenire e sanare la situazione in Sicilia.
Ha dichiarato inoltre che, l’attuale giunta, non ha saputo gestire in modo adeguato la situazione del Pergusa, riserva naturale di proprietà della regione Sicilia.
Giuseppe Maria Amato, referente per la gestione delle risorse idriche di Legambiente Sicilia, ha detto:
Lo avevamo predetto, entro luglio il lago Pergusa sarebbe scomparso e la scomparsa è giunta prima, con il solstizio d’estate. Abbiamo chiesto per anni il ripristino del sistema di monitoraggio ambientale e la pulizia dei diversi canali che dal bacino naturale del lago portano l’acqua verso lo stesso. Gli interventi di pulizia sono stati eseguiti solo in parte e in modo poco coordinato tra gli enti.
Il lago di Pergusa è una delle principali tappe per numerose specie di uccelli durante la migrazione dall’Africa all’Europa, e costituisce una preziosa risorsa naturale e culturale per la regione.
Lo stato di calamità per siccità
A febbraio scorso, la Sicilia ha dichiarato lo stato di calamità causato dalla siccità.
Una situazione drammatica che sta danneggiando agricoltori ed allevatori, già provati dalle condizioni climatiche del 2023.
Mancano acqua, foraggio, fieno: un’immagine nitida di qualcosa, che ormai, può solo peggiorare.
La Sicilia vede specie animali e biodiversità a rischio, ecco perché l’urgenza di interventi immediati e sostenibili è evidente, affinché si possano preservare le risorse naturali e proteggere la regione dall’imminente declino.