L’Unione europea ha approvato definitivamente la legge sulle materie prime critiche

Autore:
Carmine Caruso
  • Giornalista
Tempo di lettura: 4 minuti

Con l’approvazione del Consiglio europeo è arrivato il via libera definitivo alla legge sulle materie prime critiche. Un provvedimento nato soprattutto per contrastare  i rischi di approvvigionamento per i Paesi Ue.

legge materie prime critiche
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Nei giorni scorsi il Consiglio europeo ha dato il via libera definitivo alla nuova legge europea sulle materie prime critiche (Crma), già approvata dall’Europarlamento lo scorso dicembre. L’atto entrerà ufficialmente in vigore venti giorni dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Ue.

L’importanza delle materie prime critiche

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Le materie prime critiche (MPC) sono quei materiali che possiedono un’importanza strategica economica per l’Europa, ma, al contempo, sono caratterizzati da un alto rischio di fornitura.

L’utilizzo di queste materie prime è fondamentale in diversi settori, a partire dalla siderurgia, passando per la sanità e l’esplorazione spaziale, fino ad arrivare all’elettronica di consumo. Litio, nichel, cobalto, manganese e grafite, sono infatti  di primaria importanza per realizzare le batterie dei computer portatili e dei telefoni cellulari.

Inoltre le MPC sono di cruciale importanza anche per la transizione ecologica in quanto possono essere impiegate sia nel settore delle energie rinnovabili che in quello della mobilità elettrica. A rivestire un ruolo chiave in questi due campi sono soprattutto le cosiddette “terre rare”, ossia un gruppo di 17 elementi facenti parte della famiglia dei metalli, definiti nel 2022 da Ursula vor der Leyen come  “Presto più importanti del petrolio e del gas”.

La domanda di materie prime critiche è in costante aumento, ma per averle l’Europa è obbligata a dipendere da altri Paesi fornitori. Dai dati presenti sul sito del Ministero delle Imprese e del made in Italy, si evince infatti che la Cina fornisce all’Ue circa il 98% delle terre rare e la Turchia la stessa percentuale di borato, mentre il Sudafrica fornisce il 71% del platino e una quota ancora più alta di iridio, rodio e rutenio. Per quanto riguarda il litio, il maggior fornitore (78%) europeo è il Cile.

Ed è proprio per far fronte a questa situazione che nel marzo del 2023 la Commissione europea ha elaborato un piano strategico ad hoc, in maniera tale da garantire agli Stati membri dell’Unione un approvvigionamento, costante, sicuro, diversificato, conveniente e sostenibile.

Via libera definitivo dell’Ue alla legge sulle materie prime critiche

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Nel dettaglio, il testo finale della legge, approvata in via definitiva nei giorni sorsi dal Consiglio europeo, individua due elenchi di materiali (34 critici e 17 strategici) che sono fondamentali per la transizione ecologica, per la transizione digitale e anche per l’industria della difesa e dello spazio.

Sono stati stabiliti tre parametri di riferimento per il consumo annuale di MPC nell’Ue:

  • Almeno il 10% dovrà arrivare da estrazione locale;
  • Il 40% verrà lavorato nell’Ue;
  • Il 25% proverrà da materiali riciclati.

All’interno della legge sono fissate inoltre scadenze chiare per le procedure di autorizzazione dei progetti di estrazione mineraria, che riceveranno i permessi entro un periodo massimo di 27 mesi. Per quanto riguarda invece i progetti di riciclaggio e trattamento, i permessi dovranno arrivare entro 15 mesi, con limitate eccezioni volte a garantire un impegno significativo con le comunità locali interessate dai progetti e una corretta valutazione di impatto ambientale in casi complessi.

Le grandi industrie che producono tecnologie strategiche (per esempio produttori di batterie, idrogeno o generatori rinnovabili) saranno obbligate a effettuare una valutazione del rischio delle loro catene di approvvigionamento per individuarne le vulnerabilità.

Con la legge sulle materie prime critiche vogliamo trasformare la sfida delle nostre dipendenze in autonomia strategica e un’opportunità per la nostra economia. Questo atto legislativo darà impulso al nostro settore minerario, migliorerà le nostre capacità di riciclo e lavorazione, creerà posti di lavoro locali e di buona qualità e garantirà che il nostro settore sia attivo e pronto per le transizioni digitale e verde

ha affermato il ministro fiammingo dell’Economia, Jo Brouns.

Approvata la legge sulle materie prime critiche: foto e immagini